Spettacoli a Cagliari, scatta l’allarme: “A rischio le attività culturali in città”

“Chiediamo al sindaco di intervenire urgentemente per restituire serenità e certezze al mondo della cultura cagliaritana. Il rischio concreto è che le tante iniziative che in questi anni hanno arricchito la nostra città non vengano più fatte o si spostino altrove”.

“A rishcio le attività culturali in città”. L’allarme è del centrosinistra in consiglio comunale che oggi ha attaccato in una conferenza stampa l’assessore alla Cultura Paola Piroddi. “Non c’è traccia, nonostante le tante sollecitazioni arrivate su più fronti, del bando per i contributi per attività di cultura e spettacolo per il 2020. E sono a rischio anche quelli già assegnati per gli anni scorsi. La situazione per gli operatori che si occupano di cultura in città è ormai molto preoccupante.

I CONTRIBUTI ARRETRATI

Nonostante il bando per il 2018 sia stato pubblicato per tempo, a dicembre 2017, e le graduatorie siano state rese note tra aprile e maggio 2018, gli uffici oggi stanno mettendo in discussione l’erogazione dei fondi, creando disparità di trattamento tra gli operatori che hanno avuto le somme e quelli che ancora, diversi mesi dopo aver prodotto la rendicontazione, sono in attesa. I dati snocciolati dall’assessora prima di Natale non erano confortanti: oltre il 60% delle richieste non erano ancora state liquidate. Ma dopo due mesi la situazione non è affatto migliorata.

Anzi: alcuni progetti culturali, che nella primavera 2018 sono stati approvati e finanziati, oggi hanno ricevuto una comunicazione di non idoneità per attività già svolte, altri si vedono richiedere i certificati di agibilità degli spazi utilizzati. È giusto che le associazioni si vedano contestati documenti ritenuti idonei due anni fa, pena la mancata liquidazione dei contributi?

Peraltro, a causa degli atteggiamenti ondivaghi dell’assessora, gli uffici della cultura brancolano nel buio e non sono in grado di dare risposte certe all’utenza.

 

Proprio ieri è stato diramato dall’Assessorato alla Cultura un comunicato che informa che venerdì 14 febbraio 2020 alle 11 nei locali della MEM sarà estratto in seduta pubblica il campione del 30% dei destinatari dei contributi per manifestazioni culturali e di spettacolo – anno 2018 per le verifiche sulle rendicontazioni. Questo significa che tanti operatori del settore potrebbero subire oltre al danno la beffa: non solo non hanno ancora ricevuto i contributi comunali per attività svolte oltre un anno fa, ma addirittura potrebbero subire verifiche su rendicontazioni per le quali non otterranno i contributi.

IL REGOLAMENTO

Prima di Natale, l’assessora alla Cultura Paola Piroddi aveva garantito che i bandi per attività culturali e di spettacolo 2020 sarebbero stati pubblicati ai sensi delle norme vigenti. La Commissione Cultura si impegnava contemporaneamente a ragionare sulla semplificazione del regolamento, soprattutto la parte sulla rendicontazione. Mercoledì scorso è arrivata in Commissione una bozza di modifica a sorpresa, ideata dall’assessora d’accordo con Sindaco e Giunta.

La proposta, che non tiene conto delle osservazioni della Commissione, prevede l’introduzione di nuovi criteri per la valutazione della qualità dei progetti culturali, come la presenza di ospiti nazionali o internazionali, la ricaduta economica sul territorio, il numero di spettatori; prevede poi di ripartire le somme in proporzione ai punteggi ottenuti e sino a esaurimento delle risorse. In pratica, chi al momento della domanda ottiene un punteggio sufficiente (60/100) avrebbe una quota di contributo proporzionale al punteggio e a quanto ha richiesto.

Crediamo che queste modifiche creino enormi disparità tra chi da anni fa cultura in città, che con un sistema simile potranno andare avanti solo i grandi eventi e non gli appuntamenti minori, che le attività più piccole e con meno risorse saranno destinate a scomparire lasciando un enorme vuoto culturale in città.

Senza entrare nel merito della modifica dei criteri di valutazione, su cui non c’è unanimità neanche all’interno della maggioranza, abbiamo fatto una proiezione di cosa accadrebbe con la modifica sulla proporzionalità del contributo.

È molto importante tener presente che negli anni passati i contributi sono aumentati da 590.000 euro del 2014, a 710.000 nel 2015, 883.000 nel 2016, 930.000 nel 2017, per arrivare a 1.100.000 nel 2018.

Solo nel 2019 – con il cambio di amministrazione – c’è stato un calo che ha portato la cifra complessiva a 694 mila euro (che sarebbero rimasti 544 mila senza l’integrazione di 150 mila euro richiesta dal gruppo dei Progressisti).

Per il 2020 la prospettiva è ancora peggiore, visto che parliamo di soli 525 mila euro, di cui 69 mila sono destinati all’apertura di beni culturali di proprietà privata: 456 mila euro, quindi.

Le proiezioni settore per settore sarebbero queste.

Settore Teatro Danza

A fronte di 30 iniziative finanziate con i contributi 2019, a parità di risorse se ne finanzierebbero 10 mantenendo a 30.000 il tetto massimo e 12 se il tetto venisse ridotto a 20.000.

Con la riduzione 2020 sarebbero finanziate 7 iniziative con tetto massimo 30 mila euro e 9 con tetto massimo a 20 mila.

Settore Musica

A fronte di 20 iniziative finanziate con i contributi 2019, a parità di risorse se ne finanzierebbero 6 sia mantenendo a 30.000 il tetto massimo sia se il tetto venisse ridotto a 20.000.

Con la riduzione 2020 sarebbero finanziate 4 iniziative con tetto massimo 30 mila euro e 5 con tetto massimo a 20 mila.

Settore Cinema

A fronte di 5 iniziative finanziate con i contributi 2019, a parità di risorse se ne finanzierebbe 1 sia mantenendo a 30.000 il tetto massimo sia se il tetto venisse ridotto a 20.000.

Con la riduzione 2020 sarebbe finanziata 1 sola iniziativa solo se il tetto venisse ridotto a 20.000.

Settore Attività letterarie

A fronte di 12 iniziative finanziate con i contributi 2019, a parità di risorse se ne finanzierebbero 5 mantenendo a 30.000 il tetto massimo e 7 se il tetto venisse ridotto a 20.000.

Con la riduzione 2020 sarebbero finanziate 3 iniziative con tetto massimo 30 mila euro e 5 con tetto massimo a 20 mila.

Per le arti visive e le attività culturali diverse le risorse non sarebbero sufficienti a finanziare neanche un’iniziativa.

A fronte di 72 iniziative finanziate nel 2019, insomma, il settore potrebbe essere penalizzato vedendo finanziate nel 2020 solo 14 iniziative se il tetto massimo verrà tenuto a 30.000 euro o 20 nel caso in cui (come sembra) il tetto massimo venga ridotto a 20.000 euro.

Chiediamo al sindaco di intervenire urgentemente per restituire serenità e certezze al mondo della cultura cagliaritana. Il rischio concreto è che le tante iniziative che in questi anni hanno arricchito la nostra città non vengano più fatte o si spostino altrove”

 


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