“Sì, tra una settimana la Sardegna può tornare in zona gialla: tutti gli indicatori sono positivi”

La zona arancione è realta e per la gialla anche gli scienziati sono d’accordo. Giovanni Sotgiu: “Le restrizioni funzionano e se la popolazione si comporterà in una certa maniera i contagi continueranno a calare”

L’epidemiologo Giovanni Sotgiu a Radio CASTEDDU: “La possibilità da un punto di vista tecnico esiste, ancora non abbiamo i dati ufficiali a disposizione per poter valutare quelli che sono i trend che si sono venuti a realizzare in questa settimana, però le informazioni che provengono dall’assessorato regionale alla sanità sono positive.
Il doppio salto di fascia non era tecnicamente possibile,  nella tabella che il Ministero della Salute ha messo a disposizione i numeri di questa di questa settimana sono positivi: uno degli indicatori più importanti, cioè l’rt, è positivo perché presenta un valore di 0,81 e non abbiamo segni di allerta, quindi il rischio per la nostra regione è basso e questo è positivo ed è un segnale di speranza, di cambiamento che non si deve accompagnare a comportamenti inadeguati, inappropriati come le settimane precedenti.
Le restrizioni funzionano, è stato dimostrato nelle diverse ondate e anche il tempo ormai consolidato, il fatto che erano necessarie almeno tre settimane per poter vedere dei cambiamenti rilevanti e questo si è venuto a realizzare.
Nella nostra regione viviamo in un contesto demografico particolare, abbiamo un’area geografica a bassa densità rispetto ad altri complessi territoriali e questo può facilitare il raffreddamento delle situazioni che avevamo nelle settimane scorse. Di certo se una buona parte della popolazione si comporta in una certa maniera, il calo diventa sempre più consistente e più facilmente ci avviamo a condizioni di basso rischio: il comportamento delle persone è ciò che fa la differenza.
Da epidemiologo studio anche altri contesti e vedo quello che è successo nel momento in cui le restrizioni tendono a essere limitate ad alcune attività, come è successo per esempio negli Stati Uniti, dove, nonostante gli elevati livelli di vaccinazione, ci sia stato un rallentamento delle restrizioni ma un incremento spaventoso dei numeri di contagi. Le vaccinazioni e la graduale riapertura devono  andare di pari passo altrimenti rischiamo ogni qualvolta di tornare indietro e questo, ovviamente, non fa bene. Innanzitutto per l’economia, quindi è fondamentale riaprire con gradualità e con comportamenti adeguati da parte di tutti”.
Cosa bisogna aspettarsi ora? “L’istituto superiore della sanità, già da un paio di settimane ha evidenziato come un calo di infezione si è venuto a realizzare in alcune fasce di popolazione, in quelle più avanzate.
Lo si è visto anche tra gli operatori sanitari e la vaccinazione ha determinato, contrariamente a quello che abbiamo visto nelle altre ondate, un ridotto calo delle infezioni ospedaliere nell’ambito sanitario.
Questo va sottolineato per verificare l’efficacia della vaccinazione contro l’infezione: tanto più è l’aumento del numero della vaccinazione, tanto più difficile sarà vedere casi di malattia e circolazione di varianti virali, perché tanto più il virus circola e più c’è la possibilità delle varianti contagiose.
Riguardo la variante indiana, si sta studiando, si sta cercando di comprendere: può determinare dei problemi, l’immunità vaccinale può essere intaccata, però, prima di potersi esprimere in maniera così netta abbiamo necessità di valutare. Il problema dell’India si sta spostando anche nelle aree circostanti, come per esempio il Nepal: è chiaro che tanto più queste forme tendono a diffondersi soprattutto in paesi che hanno dei servizi sanitari particolarmente deboli, tanto più circola la circolazione di nuove varianti che tenderanno a svilupparsi a livello globale.
Ecco che è fondamentale che gli altri capi di Stato debbano regionare sul fatto che devono essere sviluppate tutta una serie di azioni anche per i paesi più poveri, quindi non soltanto entro i propri confini nazionali. Una strategia globale, insomma”.
Risentite qui l’intervista a
Giovanni Sotgiu del direttore Jacopo Norfo e di Paolo https://www.facebook.com/castedduonline/videos/927265384779089/
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