Serramanna, cittadini senza medico di famiglia da mesi: il sindaco rinuncia al suo posto

Migliaia di cittadini senza il medico di famiglia da mesi, il sindaco Littera decide di rinunciare al suo posto e metterlo a disposizione a chi ne ha più bisogno.

Migliaia di cittadini senza il medico di famiglia da mesi, il sindaco Littera decide di rinunciare al suo posto e metterlo a disposizione a chi ne ha più bisogno: “Vorrei che tutti coloro che possono fare lo stesso, lo facciano e offrano il loro tempo e il loro spazio ad altri concittadini che hanno più bisogno”.
La grave situazione sanitaria che si è creata anche nel centro del Medio Campidano, tre medici di famiglia sono andati via nel giro di pochi mesi e, ancora oggi non sono stati sostituiti, ha causato pesanti disagi soprattutto alle persone più fragili. Da qualche tempo le guardie mediche si alternano oltre l’orario di lavoro per garantire un minimo servizio, ma questo non basta. Ed è così che il primo cittadino Gabriele Littera ha deciso di cedere il suo posto di paziente a chi ha più bisogno di lui.
“Ogni giorno ci sono persone che mi chiedono quale sia la situazione, cosa stiamo facendo, cosa possono fare loro e cosa possiamo fare noi.
Migliaia di concittadini – comunica il sindaco – sono da mesi senza un medico di famiglia di riferimento. Molti di loro sono anziani, soggetti fragili, uomini e donne con patologie importanti e dove in alcuni casi non avere un confronto immediato col proprio medico può condurre a peggioramenti repentini della propria condizione”.
Da mesi Littera si interfaccia con la ASL di riferimento per avere notizie e, con la speranza, “che arriveranno i nuovi medici per la mia comunità. Ma queste notizie non arrivano purtroppo. Dobbiamo consolarci, o forse essere felici, che alcuni medici che turnano per il servizio di guardia medica si sono offerti di fare extra orario anche attività tipica dei medici di famiglia. Naturalmente li ringraziamo di cuore di questa disponibilità ma dobbiamo continuare a insistere affinché la situazione riprenda la sua normalità con i nuovi medici”.
Per questo motivo, la clamorosa decisione: “Nel frattempo che si possa arrivare ad una situazione di normalità, credo che vada affrontata questa fase facendo anche qualcosa di fuori dall’ordinario.
Dobbiamo cedere il passo. Dobbiamo dare precedenza. Dobbiamo aiutare il prossimo. Come abbiamo imparato nella vita, o nei film, dobbiamo stabilire priorità.
Il mio posto come cittadino/paziente presso il mio medico di famiglia, la dottoressa Maria Cristina Todde, lo rimetto a disposizione a chi ne ha bisogno. Non andrò dalla mia dottoressa e non la disturberò per nessuna necessità ordinaria. Ho la fortuna di recarmi molto raramente da lei mentre altri hanno la sfortuna di non poterci andare. Lo lascio”. 
Littera lancia un appello: “Vorrei che tutti coloro che possono fare lo stesso lo facciano e offrano il loro tempo e il loro spazio per altri concittadini che hanno più bisogno. 
Vorrei che chi ha bisogno, e di questo ne sto già parlando e continuerò a parlarne con la nostra ASL, i dottori e le guardie mediche, sia informato e subito assegnato ad un medico che avrà maggior spazio e tempo per loro”. 
Una protesta singolare, insomma, che sicuramente avrà delle emulazioni: “Questo è il mio modo di protestare rispetto a questa brutta situazione. Vorrei davvero poter fare di più.
Sono convinto che in questa protesta non sarò solo. Anche io ho diritto alla salute, a cure mediche, ad un medico al quale rivolgermi sia ben chiaro. Tutti noi paghiamo per garantirci questo diritto. Il mio gesto è in favore di chi ha bisogno e non di chi questa situazione deve risolverla. Ognuno faccia la sua parte”.


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