Selargius, Marianna Mameli, capogruppo della Lega, rafforza il suo impegno a favore della Pratobello: “Io ho votato a favore la mozione per l’attuazione del Piano 2026”. Nel 2024 fu proprio Mameli a chiedere l’integrazione alla proposta di delibera a favore “del grande movimento popolare che abbiamo avuto modo di vedere alla partecipata e numerosa manifestazione fuori dal Consiglio Regionale rispetto alla cosiddetta Legge Pratobello 2024”.
Sono trascorsi due anni da quelle centinaia di firme che sono state depositate alla Regione, un forte segnale di legame dei sardi alla loro amata terra, per evitare che diventi terra di conquista per le società che operano nelle energie rinnovabili. No a un tappeto di maxi ventilatori e pannelli fotovoltaici, insomma, si a una transazione equa, che rispetti l’ambiente, il territorio, le sue richezze e bellezze. Da parte della Lega le idee sono sempre state chiare, non un passo indietro, “sosteniamo la Pratobello” spiega Giagoni.
“Ritengo che sia opportuno considerare questa iniziativa popolare nella nostra discussione di stasera, rispetto al tema dell’energia, considerando che sono, ovviamente, oltre 200.000 i sardi che, tra cui tantissimi nostri concittadini, si sono espressi a favore di quest’istanza, e sono fermamente convinta che non si possa non tener conto della loro volontà e di questa mobilitazione senza precedenti. Non sono contraria alla transizione energetica, ci tengo a specificarlo, ma credo che nel rispetto della volontà dei Sardi e dei nostri concittadini, il nostro Sindaco e tutto il Consiglio Comunale dovrebbero farsi portavoce di questa richiesta di integrazione” aveva espresso Mameli.
“Il decreto-legge n. 175 del 2025 reca disposizioni in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili, perseguendo obiettivi di interesse nazionale e di transizione energetica; l’attuazione delle misure previste dal provvedimento richiede un costante coordinamento tra lo Stato, le regioni e le province autonome, anche in considerazione delle specificità territoriali;
l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili costituisce un passaggio rilevante ai fini di un corretto inserimento degli interventi nel contesto territoriale e paesaggistico; la ripartizione degli obiettivi regionali di produzione da fonti rinnovabili incide in modo differenziato sui territori, rendendo opportuno tenere conto delle di-verse caratteristiche ambientali, infrastrut-turali ed economiche.
La legge delega n. 53 del 2021 ha indicato, tra gli indirizzi prioritari, la valorizzazione delle superfici già edificate o compromesse, al fine di contenere il consumo di suolo e tutelare il paesaggio e le aree agricole, impegna il Governo
a proseguire e rafforzare il confronto istituzionale con le regioni e le province autonome, al fine di assicurare un’attuazione condivisa ed efficace delle disposizioni del decreto legge all’esame; a promuovere, compatibilmente con il quadro normativo vigente, iniziative volte a valorizzare il ruolo della pianificazione territoriale nell’individuazione delle aree idonee; a monitorare gli effetti applicativi dei criteri di ripartizione degli obiettivi regionali di produzione da fonti rinnovabili e a valutarne l’eventuale aggiornamento, tenendo conto delle specificità dei diversi territori; a promuovere, nell’attuazione del provvedimento, il prioritario utilizzo di superfici già impermeabilizzate”.
“Sono propenso alle fonti di ultima generazione, come lo sfruttamento del moto ondoso e della biomassa – spiega Giagoni a Casteddu Online – e a sfruttare le aree dismesse come idonee”, senza quindi alterare, disturbare e impattare in maniera eccessiva il territorio sardo, ricco di storia e cultura, in cui vive un popolo che si ritrova unito contro la speculazione energetica.












