Selargius, la rabbia di Manuela: “La mia Luna avvelenata con l’insetticida”

È furiosa Manuela Orani, 42enne residente in via Manin: “Ieri la mia cagnetta è uscita nel prato e si è sentita male, il veterinario ha accertato che ha mangiato qualcosa che conteneva insetticida, riuscendo a salvarla solo dopo alcune flebo di antidoto. Qualcuno potrebbe aver lanciato dei bocconi avvelenati, ma perché gli uomini sono così crudeli?”

È rientrata a casa, ieri sera, e tutti i suoi tre cani – tra i quali Luna, una spaniel breton di sei anni – stavano bene. Poi, Luna è uscita in giardino, rientrando dopo pochi minuti: “Ho visto subito che stava male, aveva tic e tremava. L’ho subito portata dal veterinario, è riuscito a salvarla dopo averle fatto delle flebo di un antidoto, l’antropina, e mi ha spiegato che la mia cagnetta aveva ingerito qualcosa che conteneva insetticida. Il giardino è solo mio, ma confina con un parchetto comunale”, afferma la Orani.

“Mi sono trasferita qui lo scorso novembre, c’è qualcuno che si è lamentato per l’abbaiare dei miei cani, sostenendo addirittura che avessero morsicato delle persone, ma non è vero”, sostiene, imbufalita, la donna. “Ciò che mi chiedo, adesso che Luna si è fortunatamente salvata, è come sia possibile che esistano esseri umani che non si mettono problemi nel voler uccidere gli animali. Ma la nostra società non si era evoluta?”.


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