Selargius, una busta con le paste avanzate appesa a un palo per le persone che non possono comprarle: il nobile gesto di un artigiano diventa una polemica social. Accusato di essere in cerca di visibilità, il commerciante risponde alle critiche: “Invece di criticare, in silenzio o no, donate anche voi”.
È bastato un post con la foto dei doci e la didascalia “c’è una busta di paste davanti al bar chi le volesse prendere può andare davanti la chiesa piazza Maria Vergine Assunta 1” per scatenare i leoni da tastiera che hanno scambiato il gesto come modo per ottenere visibilità. Decine di messaggi che hanno oscurato il dono, dimenticando, forse, di quante persone ogni giorno lottano per avere un pezzo di pane sulla tavola o da consumare in una panchina pubblica perché non hanno nemmeno un tetto sopra la testa.
Il passa parola moderno avviene sui social e nessun metodo è più efficace di un post nei gruppi dedicati alla città, ma per i più avversi anche questo non va bene. Tanti i commenti di ringraziamento nei confronti del titolare dell’attività che da decenni segue le orme del padre, piazzaiolo, noto per la sua generosità verso i più fragili, ma altrettanti sono stati quelli negativi. “Che fastidio vi danno le paste appese, non ho bisogno di pubblicità” specifica l’imprenditore, “e a prescindere da tutto, quando si dona non si deve criticare. Invece di rompere, donate anche voi”.
Poche parole per ribadire il concetto che dovrebbe essere scontato: essere solidali con chi non attraversa un buon momento. Nascosto dall’oscurità della notte, c’è chi in silenzio va a prendere quelle paste, quasi furtivamente, quasi in colpa per non poterle acquistare la mattina, alla luce del sole. Umiltà, disagio e forse un senso di vergogna assale chi ha bisogno di un aiuto che non è capace di chiedere: qui entra in gioco chi osserva e si rende conto di queste dinamiche e appende, allora, un dolce regalo per scaldare il cuore e ricordare che in questo mondo non siamo soli.










