Hanno turbato molto e indignato le immagini delle aggressioni ai danni degli agenti di polizia durante la manifestazione di ieri a Torino per il centro sociale Askatasuna, sgomberato di recente.
Fumogeni e bombe carta, ma non solo. Un giovane agente di 32 anni, Alessandro Calista, è stato brutalmente aggredito vicino al Campus universitario Einaudi a calci e pugni e perfino con un martello. Fortunamente, i colleghi sono intervenuti in tempo evitando il peggio, mentre Alessandro era a terra sotto i colpi violenti di un gruppo di manifestanti.
La premier Giorgia Meloni, che dai primi momenti ha preso posizione condannando con fermezza l’accaduto, questa mattina è andata all’ospedale Molinette di Torino a far visita al giovane agente – marito e padre di un bimbo- e agli altri ragazzi feriti attualmente ricoverato nell’ospedale torinese. Alessandro ha riportato diverse contusioni è una brutta ferita alla gamba: i medici gli hanno assegnato 20 giorni di prognosi. Per la sua aggressione è stato fermato un giovane di 22 anni.
“Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi”, il commento della premier Meloni. “Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio. Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti. Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. “Erano lì per farci fuori” ha detto un agente.”
E conclude: “Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”.











