Scheletri di cemento e abbandono: a Pirri progetti fermi per le torri di Monreale

Il Comune pronto a dare il via libera per sei nuovi “grattacieli” a 500 metri dai ruderi delle torri tirate su nei primi anni Ottanta. Rifiuti, seminterrati allagati e muri pasticciati: trentotto anni dopo, a un passo dall’Asse Mediano, regnano tre ecomostri. Intanto il Comune pronto a dire sì a sei nuovi grattacieli a Pirri. GUARDATE il VIDEO ESCLUSIVO e le FOTO

Superare le recinzioni è un gioco da ragazzi: in più punti sono crollate. Pochi passi e si entra nel “mondo abbandonato” delle torri di Monreale. Non tutte, beninteso. Alcune ospitano uffici e hanno maxi vetrate, all’interno vari uffici. Ma tre sono ormai, a tutti gli effetti, scheletri. Carriole abbandonate, pezzi di mattoni ammassati un po’ ovunque, addirittura una scarpa da tennis.

E poi muri sfondati, scritte con lo spray anche nei piani alti di un “non finito” che è un pugno nell’occhio bello e buono. 1981-2018: trentotto anni dopo, il futuro delle tre torri è ancora tutto da definire. E, dopo quasi quattro decenni, è difficilissimo ipotizzare una svolta nel giro di poche settimane. A pochi passi da lì il Comune è pronto a dare il via libera alla lottizzazione Ambu: sei palazzi di sette pianti pronti a ospitare circa ottocento cittadini.

Destinazioni d’uso differenti: in un caso si tratta di appartamenti, nell’altro la speranza, rimasta tale, era addirittura di trasferire il Consiglio regionale. E di realizzare un quartiere all’avanguardia, utilizzando materiali mai adoperati prima. Sogni in stile amarcord anni Ottanta, mai trasformati in realtà tra ricorsi ai Tribunali, cessioni di proprietà mai avvenute e un ulteriore sogno, quello di un’area green, ancora in fase embrionale.


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