Sardegna, le scuole non riaprono del tutto: in classe al 75 per cento sino al 30 aprile

Il presidente Solinas firma l’ordinanza che proroga la didattica a distanza per una parte degli studenti delle superiori: e sui bus si viaggerà ancora al 50 per cento

In Sardegna le scuole superiori non riaprono del tutto nemmeno ad aprile. Il presidente della Regione Christian Solinas firma l’ordinanza che proroga, sino al trenta aprile, quella firmata lo scorso cinque marzo. È ancora troppo presto per vedere tutti i banchi occupati dagli studenti, con l’emergenza Covid lontana dall’essere sconfitta. C’è quindi un copia incolla del precedente documento, che regolamenta la vita di tantissimi giovani e anche quella di chi, ogni giorno, deve prendere i mezzi di trasporto pubblico.

 

Le scuole superiori potranno aprire le aule sino al settantacinque per cento degli studenti. Per tutti gli altri resta, appunto, la Dad. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza. È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità. Al fine di mantenere il distanziamento interpersonale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa, fatta eccezione per tutte le attività mirate all’apprendimento, al recupero della socialità, comunque nel rispetto delle norme di sicurezza. Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado continuano a essere svolte solo con modalità a distanza.

 

 

 

 

 

 

 

A bordo dei mezzi pubblici del trasporto pubblico locale (pullman, metro, treni), a parte il trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento dei posti totali – prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti – stabiliti dalle carte di circolazione o dai documenti corrispondenti e dalle eventuali autorizzazioni regionali.


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