Sardegna in zona gialla ma bar sempre in lockdown dalle 18: “Solinas, aiutaci”

L’addio alla zona arancione non “salva” i titolari delle caffetterie, asporto vietato dalle diciotto sino al 5 marzo: “Il presidente della Regione può aiutarci, contatti il Governo”

La Sardegna torna in zona gialla dopo due settimane di purgatorio in arancione, il Cts dà il via libera alla riapertura dei ristoranti a cena, appunto, nelle Regioni “gialle” e, in tutto questo valzer cromatico e di decisioni, restano ancora al palo i bar. Per loro, infatti, il lockdown dalle 18 in poi è confermato: possibile solo fare vendita a domicilio, impensabile per quasi tutti i titolari delle caffetterie. E allora, i baristi cagliaritani lanciano un appello al presidente della Regione, Christian Solinas: “Aiutaci tu, i contagi sono in calo e la sera, se non lavoriamo, perdiamo anche il settanta per cento dell’incasso giornaliero”. Un dialogo col Governo, in forma “urgente”, questo l’auspicio di chi vende caffè, paste e pizzette sfoglia in città. L’obbiettivo è poter tornare a incassare anche all’ora degli spritz e degli aperitivi, in una situazione “gialla” dove gli spostamenti tra Comuni sono liberi al cento per cento.

 

“Auspico l’intervento della Regione, può e deve fare qualcosa per noi, a partire dal presidente Solinas”, afferma Raimondo Corrias, titolare di un bar in via San Benedetto: “Siamo una realtà poco numerosa ma importante, vogliamo essere spalleggiati dalle istituzioni. Chiudere alle 18 significa perdere il quaranta per cento dell’incasso giornaliero, tanti clienti vogliono bere una birra o uno spritz dopo quell’ora. Il disagio economico è molto forte, non incasso niente per troppe ore”, conclude. Anche Massimo Molinari, barista della centralissima piazza Garibaldi, è d’accordo: “La Sardegna passa in giallo ma non cambia il metodo di lavoro. Avrò spazio fuori, spero che i clienti così non abbiano paura ma alle 18 dovrò sempre chiudere, non cambia nulla. Calo del settanta per cento, minimo”, osserva Molinari. “Spritz e aperitivi inesistenti, il calo c’è stato anche, in generale, nelle due settimane arancioni per colpa degli spostamenti tra Comuni. Sicuramente Solinas può chiedere di farci lavorare dopo le diciotto, è un divieto assurdo. Mi sento beffato, come tanti altri miei colleghi. Il presidente rappresenta la Regione, ha provato ad anticipare la riapertura col Tar, deve scendere in campo e farsi vedere con i parlamentari e con chi ci governa”.


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