Sardegna, il piano dell’emergenza Covid: più posti letto negli ospedali e 770 nuovi medici

I numeri del piano di Solinas per i prossimi 40 giorni. Aumento dei letti dedicati ai contagiati, nuovi medici e, entro fine anno, 1600 volontari del 118: “Continueremo a garantire assistenza anche a tutti gli altri malati”


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Potenziamento dei posti letto per i malati Covid negli ospedali, rinforzo dei reparti con l’arrivo di centinaia di nuovi medici e, visto che la prevenzione parte fuori dagli ospedali, 1600 nuovi volontari che, entro fine anno, saranno formati per poter intervenire in modo perfetto in caso di situazioni legate al Virus. La Regione presenta il piano dell’emergenza Covid per i prossimi quaranta giorni. I posti in più, riconvertiti, negli ospedali di Ats e Aouss? “545, il target massimo previsto dalla Regione è di 838”. E la rimodulazione dei posti nell’Ats (Santissima Trinità, Marino e Binaghi), stando alle slide proiettate durante la conferenza stampam vengono presentati così: “Ad oggi, nei presidi di Ats, sono presenti complessivamente 35 posti letto Covid per terapia intensiva che saranno pronti nei prossimi trenta giorni. Complessivamente saranno 72 i posti letto terapia intensiva a breve termine. È in programma la proposta di allestimento di ulteriori 12 posti letto presso il Binaghi” e “la riconversione di 8 posti letto del Marino di Cagliari”, sempre di terapia intensiva. Sul versante della semi intensiva, si passerà dagli otto attuali ai diciotto entro il prossimo mese. “Sono complessivamente 218 i posti letto Covid. Sono in fase di allestimento ulteriori 319. In attivazione”, per raggiungere “il target della Regione: 24 in chirurgia del Santissima Trinità, 6 nell’area Obi dello stesso ospedale e settanta al Marino”. Insomma, a conti fatti centinaia di posti in più. Come ha ricordato lo stesso presidente Christian Solinas, “questo è lo scenario dei prossimi 40 giorni, siamo pronti a mettere in campo tutto per affrontare l’emergenza e garantire le cure e la prevenzione in tutto il territorio regionale. Impegni previsti, tra terapia ordinaria, sub intensiva e intensiva”.

 

Di “sforzo massacrante” ha parlato l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, riferendosi in generale all’emergenza Covid: “Il piano modulare messo in atto ci ha consentito di combattere, nella prima fase, ottenendo risultati giudicati, insieme alla Sicilia, i migliori d’Italia. Nella prima fase avevamo 1380 casi, ora quasi quattordicimila. Possiamo continuare a non trascurare le altre patologie, i pazienti oncologici e cronici, nei limiti del possibile. Non è più possibile fare in modo di separare le strutture Covid da quelle non Covid. I 770 medici del famoso bando saranno chiamati a brevissimo e potranno portare forze fresche per i reparti. Arriverà anche una quota parte consistente di 1,3 milioni di tamponi antigenici”. Sul fronte della prevenzione e dei controlli pre-ospedalizzione, interviene il dg dell’Areus, Angelo Serusi: “Abbiamo costituito un percorso formativo che, in maniera capillare e specifica, adottasse la normativa sui protocolli di sicurezza per i volontari, contiamo di formarne entro fine anno, e i primi del 2021, 1600. Abbiamo proceduto a una seria verifica di utilizzo corretto dei dpi con video e materiali e cercato di recuperare un rapporto maggiormente collaborativo con le Usca: moltissime volte l’utente chiama direttamente le centrali operative, a quel punto bisogna determinare l’effettivo ricovero o la terapia, indicando in quali casi una persona debba essere ricoverata e in quali, invece, no. Non sempre il triage è fedele, alcune info non ci vengono date”, dichiara Serusi, “l’Usca deve decidere anche sul percorso del paziente”.


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