Il riassetto del circuito 41-bis negli istituti penitenziari sardi prosegue senza rallentamenti, nonostante le recenti dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. A confermarlo è il ministro Carlo Nordio in una risposta scritta a un’interrogazione parlamentare presentata dai deputati Silvio Lai (Pd) e Francesca Ghirra (Avs).
Al centro del provvedimento c’è un piano definito dal Ministero come “organico di riconversione” degli spazi detentivi destinati al regime speciale, che coinvolge le carceri di Uta, Nuoro e Sassari. Una strategia che, nelle intenzioni del governo, punta a una più razionale distribuzione dei detenuti sottoposti al 41-bis, in linea con le indicazioni dell’ordinamento penitenziario che valorizza le aree insulari per questo tipo di detenzione.
Nel dettaglio, a Uta è prevista l’attivazione di una nuova sezione con una capienza complessiva di 92 posti, mentre a Nuoro sono in corso interventi di adeguamento strutturale e funzionale per rendere l’istituto conforme ai requisiti del circuito speciale. A Sassari, invece, la struttura risulta già inserita nel sistema.
Nordio ricorda inoltre che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aveva già informato la Regione Sardegna sull’avvio del nuovo assetto, precisando la destinazione di Uta e confermando analoghe funzioni per Sassari. A Badu ‘e Carros, dove il 41-bis è già operativo, sono in corso lavori di riorganizzazione e ampliamento degli spazi, con interventi di ristrutturazione finalizzati a garantire gli standard di sicurezza richiesti. La conclusione dei lavori è prevista entro l’anno.
Sul piano politico, però, non mancano le critiche. La deputata di Avs Francesca Ghirra parla di “forte distanza tra la risposta del ministro e gli impegni assunti con la Regione Sardegna”, chiedendo l’apertura di un confronto istituzionale con la presidente Alessandra Todde per rivedere l’impostazione del progetto.











