Sardegna bianca e dal primo aprile addio stato d’emergenza: “Troppo presto, bisogna mantenere green pass e mascherine”

Ventisei mesi fa l’inizio dell’incubo Covid, nell’Isola ospedali pieni al 20% e nelle ultime 24 ore altri 7 morti. Da venerdì addio alla certificazione verde per mangiare nei locali all’aperto, negli uffici e negli alberghi. L’epidemiologo Giovanni Sotgiu: “Casi in aumento, la situazione è ancora critica. Il Governo modifichi in corsa le decisioni prese: non bisogna chiudere gli hub vaccinali e la libertà di incontrarsi nei grandi eventi, come le manifestazioni sportive, può favorire contagi pericolosi e l’arrivo di nuove varianti”

Il primo aprile si avvicina, lo stato d’emergenza per il Covid non sarà rinnovato e, soprattutto, da venerdì prossimo non servirà più il green pass per mangiare all’aperto, per entrare in uffici e banche, per varcare la soglia degli uffici postali, prendere bus o metropolitane e andare in un hotel. In Sardegna, però, il tasso di occupazione dei Covid hospital è al venti per cento e, nelle ultime 24 ore, l’Isola ha pianto altre sette vittime legate al “maledetto” virus. Difficile che il Governo possa cambiare le regole già annunciate, con l’abolizione graduale, entro un mese, della certificazione verde. Ma, per l’epidemiologo sardo Giovanni Sotgiu, non è mai troppo tardi per un ripensamento: “Il Governo può apportare delle modifiche in corsa, come si è fatto anche in passato. Purtroppo ci si aspettava un nuovo aumento dei casi, per tre motivi: la riduzione delle restrizioni in diverse parti del mondo, la contagiosità elevata di Omicron 2 e il sistema immunitario non più protetto, successivamente all’ultima dose di vaccino o all’infezione stessa. Sono tre ambiti epidemiologici che hanno portato ad un incremento delle curve e dei casi e che stanno mettendo a dura prova alcuni servizi sanitari”. La decisione dell’Italia è simile a quella di altri paesi europei: “Il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità in Europa ha sottolineato che Germania, Italia, Regno Unito e Francia hanno situazioni critiche, la riduzione delle misure favorirà un’ulteriore diffusione del virus con anche un incremento dei morti. Serve la massima cautela”, raccomanda Sotgiu.
“Il green pass è una della misure, non l’unica che può cambiare la storia delle infezioni. È fondamentale continuare a vaccinare, ci sono ancora milioni di persone non vaccinate Sì al mantenimento della mascherina Ffp2 negli ambienti chiusi quali scuole e luoghi di lavoro, diversi studi scientifici hanno dimostrato la sua efficacia nella riduzione del virus”. Lo scienziato è sicuro: “Toglierle al chiuso è controindicato, c’è una variante contagiosa. Vanno anche migliorati i percorsi di ventilazione e non bisogna metter via gli hub vaccinali, continuino a lavorare anche per i soggetti immunodepressi”, oltre che “per evitare che ci sia una dimenticanza dell’importanza della vaccinazione. Un altro aspetto sono i grandi eventi: la libertà che viene data di incontrarsi, per esempio in manifestazioni sportive, potrebbe favorire contagi particolarmente pericolosi. E, se il virus circola, c’è il rischio di altre varianti”.