Sardegna 1, sciopero e sos ai politici:cosa farete per l’informazione?

I giornalisti di Sardegna Uno annunciano altri tre giorni di sciopero, e chiedono ai candidati governatori: come intendete regolare il sistema dell’editoria in Sardegna?

Tre giorni di sciopero per chiedere la fine di una situazione di stallo che perdura ormai da 5 mesi. Giornalisti, tecnici e dipendenti amministrativi dell’emittente Sardegna Uno hanno convocato oggi una conferenza stampa davanti alla sede dell’azienda in via Venturi, per sollecitare un piano di rilancio che garantisca loro, oltre alle spettanze arretrate, anche la conservazione dei propri posti di lavoro. “La chiusura dell’azienda sarebbe un grosso danno non solo per i lavoratori, ma anche per la pluralità dell’informazione nella nostra regione”. Finora inascoltate le richieste dei sindacati. Sandro Crisponi, Luigi Ferretti e Mario Tasca, divenuti soci amministratori della società il 30 luglio scorso, in seguito alla cessione dell’azienda da parte di Giorgio Mazzella, presidente della Banca di Credito Sardo, continuano a seguire la linea del silenzio, disertando per ben tre volte il tavolo di confronto convocato dal Prefetto Alessio Giuffrida: ulteriore dimostrazione del fatto che non hanno una risposta da fornire alle richieste dei 29 dipendenti e di non volere agire in alcun modo per scongiurare una chiusura definitiva dell’emittente, continua Piersandro Pillonca, volto storico del Tg regionale.

Il 31 gennaio prossimo scadrà il contratto di solidarietà in essere da 24 mesi, con il quale i dipendenti hanno accettato la decurtazione del 33% dei propri stipendi allo scopo di salvaguardare tutti i posti di lavoro, conseguentemente a due lettere di licenziamento e a 9 esuberi annunciati: spetterà agli amministratori la richiesta di un’eventuale proroga, ma alla data odierna non trapela nulla. “La nostra voce, a cominciare da oggi, sarà assente alle presentazioni ufficiali dei candidati alla Presidenza della Regione”, si legge nel comunicato ufficiale. Assenti nel ruolo di giornalisti, ma non di lavoratori: seguiranno infatti la campagna elettorale per consegnare ai candidati alla carica di governatore tre quesiti a quali sperano di ottenere risposta: Che cosa farete, una volta al governo della Regione, per tutelare il pluralismo dell’informazione nell’isola? Come intendete mettere ordine al sistema dell’editoria regolato finora da criteri di discrezionalità? Cosa si intende fare per controllare che le risorse pubbliche destinate alle aziende editoriali concorrano a garantire il pluralismo e la tutela dei posti di lavoro?” In attesa di una risposta, la protesta continua.


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