Mentre a Cagliari sono in corso polemiche e disagi che corrono parallelamente alla realizzazione dei percorsi dedicati alle due ruote ecologiche, la città del Medio Campidano sceglie la viabilità promiscua, accompagnata da adeguata segnaletica e inserita in contesti caratterizzati da velocità moderate, evitando la realizzazione di corsie rigidamente separate, la perdita di parcheggi e l’introduzione di elementi che avrebbero potuto creare criticità nella circolazione.
Un lungo percorso che congiungerà il castello medievale alle alte torri in pietra, tutto da pedalare, da vivere attraverso la natura e la storia che segna ogni chilometro del territorio. Una sfida, che “stiamo affrontando concretamente attraverso la realizzazione della ciclovia turistica che collegherà il nostro comune a Barumini, un’infrastruttura importante che punta a valorizzare il territorio, promuovere forme di mobilità sostenibile e creare nuove opportunità di sviluppo” spiega il sindaco Alberto Urpi.
“Si tratta di un intervento significativo che ci ha portato a riflettere su un principio che ritengo fondamentale: le grandi trasformazioni funzionano quando riescono a coniugare visione e ascolto, innovazione e buon senso.
La mobilità sostenibile rappresenta una necessità per il futuro e nessuno può pensare di ignorare questa esigenza. Allo stesso tempo, però, ogni territorio ha caratteristiche proprie e richiede soluzioni capaci di adattarsi alla realtà locale. Per questo motivo abbiamo lavorato affinché un’opera importante come la ciclovia potesse integrarsi nel tessuto urbano senza creare disagi ai cittadini, alle attività commerciali e alla viabilità esistente”.
Grazie alla collaborazione e al confronto costante con ARST, si è riusciti a individuare soluzioni compatibili con le esigenze del territorio. In particolare, abbiamo scelto di sviluppare il percorso attraverso una viabilità promiscua, accompagnata da adeguata segnaletica e inserita in contesti caratterizzati da velocità moderate, evitando la realizzazione di corsie rigidamente separate, la perdita di parcheggi e l’introduzione di elementi che avrebbero potuto creare criticità nella circolazione.
Abbiamo ritenuto che questa fosse la scelta più equilibrata per Sanluri. Una soluzione che consente di perseguire gli obiettivi della mobilità sostenibile senza sacrificare servizi e funzionalità che per una comunità come la nostra restano essenziali. Perché la mobilità sostenibile non si misura dal numero dei divieti che si introducono, ma dalla capacità di costruire soluzioni che le persone siano disposte a utilizzare e condividere.
Credo che la vera sfida delle amministrazioni sia proprio questa: non limitarsi ad applicare modelli preconfezionati, ma trovare il giusto punto di equilibrio tra le esigenze ambientali, quelle economiche e quelle sociali. Le comunità accettano e condividono più facilmente i cambiamenti quando ne comprendono le ragioni e quando percepiscono che le loro esigenze sono state ascoltate.
È questo il percorso che stiamo seguendo a Sanluri. Un percorso che guarda al futuro, investe nella sostenibilità e nella valorizzazione del territorio, ma che allo stesso tempo cerca di mantenere un rapporto costante con la realtà quotidiana dei cittadini”.













