“Sanità pubblica al collasso, ma risorse e medici in fuga verso il Mater Olbia”

“Operatori e dirigenti scappano. Tanti già con la valigia in mano. La fuga verso Olbia di professionisti con esperienza pluridecennale acquisita, tra l‘altro, con risorse logistico-economiche pubbliche, e del Brotzu in particolare, continua senza sosta. Ci sono responsabilità politiche””

Sanità pubblica al collasso. Con sempre minori risorse e professionalità che si dirigono verso la sanità privata. La denuncia è di Attilio Carta della segreteria territoriale Area Vasta UIL-Fpl. Il sindacalista denuncia “l’elevata demotivazione e frustrazione sfociata nell’emergenziale esodo, di operatori e dirigenti, verso lidi professionalmente più appetibili. In questo quadro, piuttosto incerto, dell’eccellenza sanitaria Pubblica, infatti, la fa da padrone proprio il Mater Olbia, la concorrente privata. La fuga verso tale centro, di professionisti con esperienza pluridecennale acquisita, tra l‘altro, con risorse logistico-economiche pubbliche, e del Brotzu in particolare, continua senza sosta. Dentro e fuori l’Azienda, è ormai sensazione diffusa che il tutto darebbe l’idea come se si volesse far decollare alcune specialità, private, per l’intero percorso complessivo “Neuro, Cardio Vascolare e Radio-Interventistico” utilizzando tali esperienze, pubbliche.

Infatti parrebbe che qualcuno sia partito di recente ed altri siano già con la valigia, del proprio bagaglio professionale, in mano.

Questo è almeno quanto sta circolando con sempre crescente insistenza in ARNAS e non solo. Se ciò corrispondesse al vero, sancendo di fatto il fallimento della sanità pubblica, sarebbe gravissimo per tutti i Sardi. L’aspetto più inquietante è sempre il dubbio che ciò non possa essere solo frutto di una mera catastrofica improvvisazione gestionale ma che, il problema, potrebbe persino avere origini, e responsabilità “politiche” più lontane.

Con un minimo di memoria storica, riavvolgendo il nastro, è possibile ripercorrere alcune tape piuttosto significative. [Nella seconda metà anni 2000, dopo il progetto Fase 1, per la sperimentazione di nuovi farmaci, propedeutica all’eventuale certificazione con l’autorizzazione della loro immissione in commercio (AIC), il Brotzu avviò la procedura per il riconoscimento, da parte del Ministero della Salute, dello status di IRCCS.

I quali Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico sono ospedali di eccellenza che, tra le altre finalità, perseguono quella di ricerca prevalentemente clinica e transazionale, nel campo biomedico. Del suo iter, come un treno deragliato su un binario morto, non se n’è saputo più nulla. Il silenzio odierno, se analizzato, potrebbe riservare delle amare sorprese:

  1. iniziando tutto, e continuando ancora, con la giunta Cappellacci (2009-2014);
  2. nell’ottobre 2014 l’allora Primo Ministro, il suo Ministro alle Infrastrutture e il presidente della RAS firmarono a Roma, con la Qatar Foundation Endowment e la Fondazione Gemelli, lo storico protocollo per il completamento e rilancio, proprio come IRCCS, dell’ex S. Raffaele di Olbia;
  3. il 20 gennaio 2015 al neo commissario dell’AO Brotzu, tra gli altri, le venne prefissato anche l’obiettivo del perseguimento, seguendone l’iter già avviato, del suo riconoscimento e attestazione Ministeriale quale IRCCS;
  4. a maggio 2015, i tre succitati rappresentanti istituzionali regionali e nazionali, parteciparono all’inaugurazione dell’importante centro sanitario privato di Olbia;
  5. nel settembre 2016, come d’incanto, però, all’atto della conversione del suo incarico da commissario, al neo Direttore Generale non le venne più prefissato, invece, l’obiettivo di perseguire, per il Brotzu, lo speciale riconoscimento Ministeriale di IRCCS;
  6. in tutta fretta e a ridosso, inoltre, delle ultime elezioni di febbraio 2019, con un aggiornamento del succitato accordo del 2014 parrebbe sia stata prevista una modifica del numero di posti letto e stabiliti anche incrementi della tariffa a sostegno delle eventuali attività formative svolte a seguito di eventuali specifiche convenzioni con le Università Sarde;
  7. parrebbe altresì che in caso di recesso per inadempienza della RAS, la penale carico di questa sarebbe persino nettamente superiore rispetto a quella che invece, in caso contrario, graverebbe sul Mater Olbia (In pratica ulteriori fondi a favore della eccellenza privata Mater Plan di Olbia;
  8. infine, giunge notizia recentissima circa un ulteriore “regalino” da parte di due parlamentari, rigorosamente sardi e apparentemente contrapposti (FI e IV). Costoro, con una sorta di “balentìa politica trasversale”, hanno presentato un emendamento congiunto che ha già ottenuto il via libera alla Camera e al Senato. Diventerà Legge dopo approvazione, con uno scostamento del Bilancio, in Consiglio Regionale. Quindi Cappellacci-Manca.

Mentre si fanno questi regalini alla ricca eccellenza sanitaria privata, guarda caso, non ci sono mai soldi per la povera eccellenza pubblica del Brotzu, che quindi resterà povera. E con essa, staranno al palo anche i sui eccellenti Lavoratori, a cui non resterà altro che aspettare il loro destino cantando “Bandiera Rossa” o, alternativamente, “Bella Ciao”.

Trattandosi di una fondazione tra le più ricche del Mondo, non ci saranno grossi dubbi che la cosa andrà a buon fine.

Ora è tutta da vedere la coerenza sulla tanto sbandierata centralità e sovranità della NAZIONE e del popolo sardo. questa è la politica che dovrebbe, invece, garantire, come da costituzione, la sanità pubblica anche al popolo sardo.

Ammesso e non concesso che ciò possa essere frutto di un’interminabile sequela di casualità è oramai improcrastinabile un trasparente, serio e oculato approfondimento su l’intera vicenda da parte di tutti, proprio tutti, Dirigenti, Politici, Parti sociali e cittadini compresi”.

 

Liste d’attesa e trapianti. “Preoccupano altresì”, aggiunge Carta, “le costanti notizie attestanti che il Brotzu non brilli nemmeno per le liste d’attesa. E’ pure allarmante che il Centro Trapianti di Cuore possa essere a rischio chiusura e verosimilmente, a seguire, anche quello di Fegato. Una drammatica realtà per la popolazione dell’intera Sardegna.

Per invertirne la tendenza urge una nuova pianificazione futura, agendo su più fronti:

  1. in quanto alle liste d’attesa, non se ne esce se le strutture interessate non si utilizzano tutti i giorni e con orari di attività nettamente più ampi rispetto agli attuali. Ma le nozze, si sa, non si fanno coi fichi secchi. Perciò vanno ripristinate sia le risorse economiche, utilizzate spesso in modo impropriamente variegato che, e soprattutto, quelle umane, ripianando subito l’insopportabile “gup” degli organici;
  2. invece, per scongiurare la nefasta ipotesi chiusura dei Centri Trapianti, è assolutamente inderogabile rimodulare l’intero sistema attuale. Considerando bacino d’utenza, disponibilità di organi e numero di interventi è innanzi tutto indispensabile rinvigorire, a tutti i livelli, l’apparato complessivo al fine di recuperare la motivazione degli operatori oltre che incoraggiare la preziosa sensibilità dei donatori. Ma, solo questo, non basta. Mettendo da parte gli atavici campanilismi nostrani, nel prossimo futuro si guardi oltre i confini sardi, e stando al passo coi tempi, si proceda in modo compatto ed unitario, perché la salute è un bene universale ed il Brotzu, pur se domiciliato a Cagliari, appartiene a tutta la Popolazione della Sardegna. Con un minimo di lungimiranza Politica e Sanitaria, tutte le forze politiche e sociali dovrebbero ipotizzare la pianificazione di un nuovo “progetto” con una visione più ampia e articolata che, come eccellenza per i Trapianti, veda, il Brotzu quale polo attraente: “centro mediterraneo di riferimento del sud Italia ed Isole comprese” Considerate le enormi potenzialità della Sardegna nel settore specifico. Non sarebbe nemmeno trascurabile vederlo nell’ottica dei un attualissimo turismo sanitario. Sarebbe un’eccellente prova di maturità Politica al servizio, finalmente, di tutto il Popolo Sardo. Ciò anche per contrastare concretamente la realtà attuale in quanto il Brotzu affermatosi, dai primi anni 90, come eccellenza, i numerosi colpi bassi infertigli da più parti nel tempo e di recente, a lungo andare, ne stanno minando proprio la sua iniziale specialità”.

 


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