Sanità in vacanza eterna in Sardegna, a Cagliari visite impossibili: primi spazi per le cure nel 2024

I dati di Brotzu, Oncologico e Microcitemico, ma nel calderone entra anche il Santissima Trinità. Il calendario del Cup pieno sino a dopo Capodanno: “Una visita dermatologica in città? A luglio dell’anno prossimo, prima basta pagare 150 euro”. E iniziano a gonfiarsi anche le liste d’attesa nel privato: aprire il portafoglio garantisce tempi comunque più rapidi


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I giorni prescritti dal medico? Trenta, o sessanta, a seconda dell’urgenza. I tempi previsti dalla sanità sarda? Quattro o cinque volte tanto ciò che dovrebbe essere garantito: mesi e mesi di attesa per essere visitati e curati gratis, l’alternativa ancora nel 2023 che tra diciotto settimane andrà in soffitta rimane pagare. Dopo l’articolo di ieri di Casteddu Online sui tempi di visita mostruosamente folli legati a Brotzu, Oncologico e Microcitemico (certificati dalla stessa Arnas, che lascia i dati consultabili all’interno del suo sito internet ma che ben si guarda dal divulgarli con una nota stampa), fioccano le segnalazioni alla nostra redazione. Ogni appuntamento deciso dal medico di famiglia ha la sua importanza, ci mancherebbe. Da una radiografia a una laparoscopia, da una risonanza magnetica a un controllo al cuore, impossibile sperare di farcela nei tempi previsti dal dottore, che può solo allargare le braccia. E nel calderone ci entra anche l’ospedale Santissima Trinità, in particolare per quanto riguarda le visite dermatologiche. Il Cup web del sito SardegnaSalute spegne sin da subito qualunque speranza di tempi brevi: dopo avere inserito i dati della ricetta, pochi clic per scoprire che bisognerebbe macinare chilometri e chilometri.
“Una visita dal dermatologo in zona Cagliari? A luglio 2024, altrimenti Buddusò, Lanusei, Siniscola, Nuoro, La Maddalena, Isili, Ozieri”. Ha dovuto ripassare, forzatamente, la geografia sarda Aldo Palmas, 73enne di Sinnai. Tra le mani racconta di stringere l’impegnativa del medico: “Devo fare un controllo dermatologico alla testa entro trenta giorni. In città le prime disponibilità sono tra undici mesi, ci sarebbe poi l’opzione Lanusei a ottobre, paese più vicino a dove abito, ma il sistema non mi fa prenotare”. Certo, dovere andare sino al Logudoro o alla Gallura, Palmas, non lo mette in conto. E, con tutta l’amarezza possibile, è pronto ad aprire il portafoglio: “Sono pensionato, rinuncerò a qualche pizza e tirerò fuori i 150 euro previsti per andare in privato. Io posso permettermelo, ma tanti altri sardi invece no. C’è chi, se deve scegliere tra mangiare e curarsi, sceglie la prima opzione, anche perchè di rinunce ne fa già tante”. Domani stesso Palmas si attiverà per trovare uno spazio, magari, da uno di quei medici che nel pubblico non riescono a garantire una visita prima di decine di settimane ma, una volta terminati gli orari di lavoro in questo o quell’ospedale, riescono a visitare anche nel giro di pochi giorni. A pagamento, utile e drammatico ricordarlo.


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