“Sanità in Sardegna allo sbando in piena pandemia, ma la Regione pensa agli staff”

“Mentre la Giunta discute sulla distribuzione di 6 milioni di euro da ripartire per gli incarichi di staff per soddisfare gli appetiti di qualcuno, l’ USB ritiene disgustoso che in questa piena fase pandemica e con una sanità allo stremo le priorità sono queste”. E’ durissimo l’attacco alla giunta regionale dell’Usb Pi Sanità-Sardegna

“Mentre la Giunta discute sulla distribuzione di 6 milioni di euro da ripartire per gli incarichi di staff , tutto molto probabilmente per soddisfare gli appetiti di qualcuno, l’ USB ritiene disgustoso che in questa piena fase pandemica e con una sanità allo stremo le priorità sono queste”. E’ durissimo l’attacco alla giunta regionale dell’Usb Pi Sanità-Sardegna.

“Ci chiediamo ancora una volta come mai la precedenza  non sia rivolta in particolar modo alla disperata situazione sanitaria”, si chiedono i sindacati.

Mentre gli ospedali vivono una drammaticità organizzativa e i reparti sono al collasso, la Regione demanda al personale già  gravato di carichi di lavoro l’onere della vaccinazione con tutti i relativi adempimenti burocratici , cosa ancora più grave non si comprendono i metodi organizzativi e come verranno quantificate le somme che verranno eventualmente ridistribuite agli operatori coinvolti, considerato che non si conoscono quali sono le risorse economiche integrative che la Regione mette a disposizione per poter adempiere a questa incombenza.

Sarebbe disastroso se le risorse da ridistribuire venissero utilizzate dai fondi contrattuali degli stessi operatori che servono per pagare: fasce, festivi infrasettimanali, straordinario e tutte le altre condizioni di lavoro.  Se fosse cosi , oltre il danno ci sarebbe anche la beffa.

Come se non bastasse tutto questo, rimangono ancora sospese le risorse incentivanti del Decreto Cura Italia Bonus Covid , rappresentate in pompa magna dal Presidente della Regione e dall’Assessore alla Sanità con la promessa che venivano ridistribuite a tutti gli operatori che con grande sacrificio e spirito di abnegazione hanno affrontato la fase drammatica della pandemia.

Per il momento le promesse fatte a Ottobre del 2020, ad oggi si sono rivelate uno slogan di propaganda, infatti nessun incentivo è mai arrivato al personale sanitario che lavora nelle realtà sanitarie di tutta la Sardegna. Ad oggi tutto rimane in silenzio.

Vergognoso che non si prenda atto di questo fallimentare piano vaccinale e della costante riduzione dell’offerta sanitaria a discapito della cittadinanza e di tutti gli operatori della sanità.

Non è accettabile che nel palazzo Regionale si continui a discutere prioritariamente di questioni che oggi non interessano all’intera popolazione isolana. Serve a nostro avviso uno sforzo ulteriore per dare  risposte adeguate alla nostra sanità sempre più bistrattata da politiche confuse e scellerate. Cosi non si può più andare avanti .

I Medici, gli infermieri, gli Oss e tutti gli operatori sanitari, tecnici e amministrativi che lavorano all’interno degli ospedali,  non di meno  tutti gli utenti, meritano rispetto e dignità, adesso basta”.


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