Sanità da incubo in Sardegna, 188 giorni di attesa per un test cardiovascolare e 156 per una colonscopia

La Regione stoppa le visite a pagamento, i medici non ci stanno ma, soprattutto, ci sono i numeri choc dei tempi per un controllo fissato entro un mese. A Cagliari 124 giorni prima di una visita pneumologica, 242 per una mammografia, 174 per una colonscopia. Attese lunghissime, con lo stop all’intramoenia non è detto che le liste d’attesa vengano snellite all’istante. Raccontateci le vostre storie a WhatsApp Casteddu: 3807476085

L’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu blocca le visite a pagamento per snellire le liste d’attesa, che portano dietro ritardi mostruosi e sofferenze e danni ben peggiori, in alcuni di casi, di quelli contro i quali già si doveva lottare quando si è scoperto di avere questa o quella patologia. I medici si mettono sulla difensiva e difendono la libertà di scelta, del medico, da parte dei pazienti, e anche i mancati incassi extra. È sanità polveriera, in Sardegna. E la stessa Regione fornisce dei numeri, ufficiali, dei quali è entrato in possesso il nostro giornale, che mostrano che le attese prima di una visita sono da infarto. Da infarto, e non solo in senso figurato, purtroppo, qualche volta. La sanità affonda, finisce nelle paludi dell’immobilismo. La direzione generale della sanità sarda ha stilato un documento: i tempi di attesa, in giorni, relativi alle prestazioni prenotate con classe di priorità D (differibile): vale a dire che la prestazione va erogata entro 30 giorni per le visite oppure entro 60 giorni per gli esami o accertamenti diagnostici. Settimana di rilevazione, dal quattro all’otto aprile 2022. E via col valzer delle attese: in Sardegna c’è un’attesa media di 188 giorni per un test cardiovascolare da sforzo con cicloergometro o con pedana mobile, 136 per una rettosigmoidoscopia con endoscopio flessibile, 156 per una colonscopia e 188 per un test cardiovascolare. Ben 139 giorni prima di avere una visita pneumologica, 143 per una risonanza magnetica dell’addome inferiore e scavo pelvico senza e con MDC. Bisogna sperare in qualche visita annullata all’ultimo per spuntare tempi più brevi.
E, nella sola Asl 8, cioè Cagliari, cioè Brotzu, Santissima Trinità e Policlinico, le attese sono molto ma molto alte. 124 giorni prima di ottenere una visita pneumologica, 224 per una mammografia monolaterale, centosettantaquattro per una colonscopia. Una prima visita cardiologica? Al Brotzu l’attesa è di 78 giorni, a Monserrato 270: nove mesi tondi, e il cuore non ringrazia. Ci sono poi le neomamme, ma anche giovani e settantenni, bisognose di una mammografia: le dita incrociate non bastano, attesa media di 51 giorni, lo stesso lasso di tempo previsto al Brotzu, 119 nell’Aou, che ingloba anche il San Giovanni di Dio. E per un ecocolordopplergrafia cardiaca altri 270 giorni di purgatorio. A pagamento i tempi si accorciano, ma da oggi, e per chissà quanto tempo, per tutti quei settori dove le visite in intramoenia hanno superato i limiti previsti, solo dal privato. E, sì, il portafoglio va aperto se ci si vuole curare prima, in Sardegna, nel 2022. Le buone notizie? Ci sono, anche se però riguardano le visite brevi, cioè da essere svolte entro dieci giorni dalla ricetta del medico di famiglia: in Sardegna 11 giorni di attesa prima di una visita urologica, appena nove per una neurologica e otto per una visita oculistica. Il vero problema, quindi, c’è sulle cosiddette semi urgenze.


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