Sandro, ristoratore di Cagliari: “Ogni giorno devo smaltire tanta plastica, tassarla è un’ingiustizia”

Sandro Lupatelli, da qualche anno, gestisce una rosticceria in via Pergolesi: “I miei sacchetti sono biodegradabili ma costano troppo, tutte le vaschette per il cibo sono di plastica. L’inquinamento è colpa degli incivili, una tassa non risolve nulla”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Tassa sulla plastica? Il governo ci pensa, strizzando l’occhio anche all’Europa: un euro per ogni chilo prodotto dal 2020. La proposta, che potrebbe diventare realtà subito dopo Capodanno, trova però la contrarietà anche di molti ristoratori cagliaritani. Il balzello colpisce i produttori, ma il discorso poggia tutto sui costi della materia prima: la plastica. Fare un paragone con il mondo del biodegradabile appare quasi impietoso, infatti: la differenza c’è, e non è poca. Sandro Lupatelli, da qualche anno, ha preso le redini di una storica rosticceria di via Pergolesi. Lì, tra paste al forno, polli arrosto e patatine fritte, la plastica abbonda: “Ho solo i sacchetti, gli shopper, biodegradabili, ma costano molto. Le vaschette, invece, sono di plastica. Ho una piccola attività e ogni giorno ne produco tanta, per gli imballaggi”. La tassa di un euro, per il commerciante, sarebbe “un balzello fuori luogo”. Non chiude la porta al bio, Lupatelli: “Spero che in futuro ci sia la possibilità di poter utilizzare oggetti” ecosostenibili “sempre di più, ma costano ancora troppo”.

 

Già. Tra le ragioni che spingono lo Stato a tassare la plastica, però, c’è anche quella predominante del rispetto della natura: “Un punto importantissimo”, afferma Lupatelli, “che però dev’essere legato al senso di civiltà delle persone e non ad una nuova tassa”.