Salviamo la diga di Sant’Antonio, convocato il consiglio comunale di Capoterra

“Non demolitela”, il grido d’allarme a Capoterra

La diga di Sant’Antonio rappresenta per l’intera comunità capoterrese (e non solo) un bene identitario di straordinaria bellezza, inserito in un contesto ambientale di notevole pregio all’interno del Parco naturale regionale di Gutturu Mannu di recente istituzione (L.R. n. 20 del 24 ottobre 2014). La diga in questione rappresenta inoltre un grande serbatoio di acqua per tutti gli animali che vi si abbeverano, nonché una risorsa strategica nella lotta agli incendi. Per questo motivo occorre identificare urgentemente, al pari di quanto accaduto per gli invasi minerari di Arbus (anch’essi splendidi e da salvare), un soggetto gestore pubblico che, a fronte dell’utilizzo della risorsa accumulata, possa garantire il corretto esercizio e mantenimento dell’intero impianto, evitando così di procedere con la demolizione, la cui procedura è stata avviata da Pigliaru e Maninchedda. L’opera venne eseguita nel 1957 dalla Società Mineraria Siderurgica Ferromin per utilizzo nell’attività estrattiva ed è classificata “grande diga”, del tipo a gravità in calcestruzzo, ed è alta circa 20 metri determinando una capacità di accumulo della risorsa idrica pari a circa 200.000 mc. L’intera opposizione consiliare, primo firmatario il Consigliere Pietro Frongia, ha chiesto la convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio comunale per la votazione di una mozione in favore della salvaguardia della diga.

Franco Magi, consigliere Psd’Az Capoterra


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