Il Consiglio del Ministri ha approvato questa sera il decreto legge per porre un freno al caro carburanti derivanti dalla guerra in Iran di queste ultime settimane. Gli automobilisti hanno già potuto constatare sulle proprie tasche le conseguenze di questi aumenti che hanno coinvolto milioni di italiani. Il decreto prevede un taglio delle accise per 20 giorni corrispondente a circa 25 centesimi al litro.
“Oggi in Consiglio dei Ministri con un decreto che riguarda chiaramente il prezzo del carburante, la priorità in questo momento, siamo intervenuti con tre misure”, ha precisato la premier Giorgia Meloni in un’intervista rilasciata al TG1. “Di fatto noi tagliamo 25 centesimi al litro, introduciamo un credito di imposta per gli autotrasportatori perché non vogliamo che l’aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo e diamo vita a un meccanismo anti-speculazione che di fatto lega il prezzo del carburante all’andamento reale del prezzo del petrolio, introducendo delle sanzioni per chi dovesse discostarsi. Quindi combattiamo la speculazione e intanto abbassiamo immediatamente il prezzo”.
Una manovra ritenuta non adeguata dal Codacons: “È del tutto insufficiente: al termine del periodo di sconti i prezzi dei carburanti alla pompa schizzeranno al rialzo, e anche se alla scadenza della misura le quotazioni del petrolio dovessero calare, i listini alla pompa scenderanno a ritmo da lumaca, come gli italiani sanno bene ogni volta che aumentano i prezzi di benzina e gasolio a causa del petrolio”.












