Si è conclusa ieri la presentazione dei candidati che puntano ad amministrare la terza città della Sardegna: Roberto Matta punta sul turismo, Graziano Milia a rafforzare i precedenti risultati e Marco Porcu al cambiamento e nuove idee per la città.
Matta: “Dopo anni di immobilismo e giochi politici,
una candidatura indipendente per costruire sviluppo reale e restituire dignità alla città.
Una città ferma, raccontata come se fosse in movimento, ma nei fatti a pezzi, senza un progetto, infarcita solo di propaganda a coprire i tanti disservizi e incompiute. È da questa frattura tra realtà e narrazione che nasce la candidatura di Roberto “Roby” Matta alla guida di Quartu Sant’Elena. Un nome e una proposta politica che guarda alla crescita e alla concretezza”.
“Dopo sedici anni di presenza stabile nei meccanismi di governo cittadino, dagli anni Novanta a oggi, il Sindaco uscente Graziano Milia – dichiara lo stesso Matta – si ripresenta agli elettori con una città che non è cambiata nella sostanza: stessa assenza di visione, stessi ritardi strutturali, stessi problemi irrisolti. Promesse disattese ma taciute. Questa volta senza neppure il pudore di nascondere i fallimenti. Questa la Quartu che ci lascia Milia: una città segnata da opere annunciate e mai partite, da progetti rimasti sulla carta, da un racconto pubblico che ha spesso mascherato risultati mai ottenuti”.
E non solo. “In questi anni – aggiunge Matta – più che governare Quartu, si è lavorato alla costruzione e alla tenuta di equilibri politici: un sistema fondato sul trasformismo, su continui passaggi da un campo all’altro, su alleanze costruite per convenienza e non per visione. Un blocco che tiene insieme tutto e il contrario di tutto, ma che non ha prodotto sviluppo né rispetto per i cittadini”.
Sul fronte opposto, invece, “un centrodestra che ha scelto di non scegliere: assente, silenzioso, incapace di esercitare un ruolo di opposizione reale. Un’intera legislatura trascorsa senza incidere, fino ad arrivare a una candidatura distante dal territorio, priva di radicamento e di conoscenza vera delle dinamiche locali”.
“È dentro questo scenario che si inserisce la proposta di Roby Matta: un nome indipendente, libero da appartenenze e da logiche di potere, che nasce dal territorio e parla al territorio.
Il Litorale, nella sua proposta, è il simbolo più evidente di ciò che non ha funzionato della Giunta Milia: una risorsa strategica trattata per anni come periferia abbandonata. Ed è proprio da qui, infatti, che il progetto di Matta, “Turismo e Progresso”, individua una prospettiva di cambiamento, affidando al turismo il motore concreto di un vero sviluppo economico, sociale e culturale della città.
Non una visione astratta, ma un piano costruito su elementi reali: integrazione tra filiere produttive, valorizzazione dell’identità locale, crescita qualitativa dell’offerta. Superare la monocultura balneare per costruire una destinazione viva tutto l’anno, tra ambiente, cultura, enogastronomia e sport.
La riqualificazione di Flumini e dell’intero Litorale diventa così asse strategico: servizi, mobilità, qualità urbana e tutela paesaggistica come leve di sviluppo. Allo stesso modo, il rilancio del centro storico, oggi svuotato e privo di attrattività, passa dal recupero del patrimonio, dal sostegno alle attività e dalla creazione di nuovi spazi culturali.
Accanto a questo, progetti concreti come “Quartu Waste Hub”, che unisce sostenibilità ambientale ed economia circolare, trasformando criticità croniche in opportunità di crescita e occupazione”.
“La sua candidatura rappresenta una discontinuità netta: niente padrini, niente padroni. Solo un metodo basato su competenza, concretezza e partecipazione reale di cittadini, associazioni e operatori”.
“Quartu non ha bisogno di essere raccontata meglio, ma di essere governata meglio” conclude Matta.Per Graziano Milia l’obiettivo condiviso della sua squadra è quello di accompagnare Quartu in una nuova fase, costruendo basi solide per il futuro e valorizzando il contributo di tutte le energie civiche della città. “È una lista rigorosamente paritaria – ha spiegato Milia -, perché siamo assolutamente convinti che in un’azione di governo debbano essere rappresentate tutte le sensibilità e riteniamo che occorra partire innanzitutto dalla prima diversità, quella di genere. Anche nella scorsa consiliatura questa lista portò all’elezione di 5 donne e 5 uomini: quando c’è una volontà politica, quando c’è un impegno concreto, l’obiettivo può essere raggiunto. Un impegno che vogliamo confermare nel prossimo quinquennio. Candidiamo 12 consiglieri uscenti più 1 componente dell’attuale Giunta, che rappresentano il segno della continuità. E poi ci sono 16 nuove candidature, quasi tutte alla prima esperienza politica. Appartengono a mondi diversi, con personalità diverse, con esperienze di vita diverse, ma unite dalla volontà di dare un seguito agli importanti risultati ottenuti in questi anni. Una lista che garantisce quindi competenza, professionalità e la voglia di continuare a progredire, di dar seguito alla rinascita di questa città”.
“Negli scorsi 5 anni abbiamo dovuto affrontare diverse emergenze, dalla pandemia Covid alle guerre, con l’inflazione che ne è derivata, frenati anche da una semplificazione burocratica tanto decantata ma mai concretizzata. Nonostante ciò abbiamo centrato gli obiettivi – ha proseguito il leader della coalizione -. Ora i traguardi raggiunti vanno rafforzati e radicati. E ciò che andremo a costruire sarà appunto sulla base dei precedenti risultati. Abbiamo già la prima bozza di programma, che stiamo condividendo con le altre 5 liste che già facevano parte della coalizione Rinascita nelle elezioni amministrative 2020. Ragioneremo con loro per una sintesi condivisa, proseguendo sulla strada tracciata. Il nostro profilo civico rimane inalterato, ma siamo disponibili ad allargarci ulteriormente, purché chi è interessato a lavorare con noi dimostri di volersi concentrare sui problemi della città. Proprio per questo il programma continuerà ad essere definito bozza sino al giorno in cui lo depositeremo, perché siamo disposti ad ascoltare, a ragionare e a vedere se e come può essere migliorato. Il nostro desiderio, il nostro sogno è quello di far fare alla città un passo in avanti, per portarla a diventare un modello in ambito metropolitano e regionale”.
“Siamo a un crocevia storico. E Quartu non può restare a guardare”.
Marco Porcu ha sostenuto con forza la necessità del cambiamento della sua città. “Non bastano più l’ordinaria amministrazione e la gestione del presente. Servono idee nuove, prospettive diverse, protagonisti capaci di guardare lontano. Chi governa con gli strumenti del passato non può guidare la città verso il futuro. È da questa consapevolezza che nasce la mia candidatura e la nostra ‘coalizione del coraggio'”, ha spiegato nella conferenza stampa.
“Quattro criteri guida e il coraggio di cambiare Quartu”
E le idee nuove e le prospettive diverse del candidato sindaco e di tutta la sua coalizione di centrodestra, civica e autonomista partono da quattro criteri e dal coraggio di cambiare. “Il nostro programma non è una lista di promesse. È costruito attorno a quattro criteri-guida che danno senso e coerenza a ogni scelta che la coalizione sta definendo”, ha spiegato Marco Porcu. Poi i quattro criteri che sono le basi del programma e dell’azione politica: la bellezza come diritto civico, la pianificazione come atto di giustizia, la Cultura e i grandi eventi come motore identitario e infine lo Sviluppo economico come antidoto all’emigrazione. “Una città che non cura il proprio volto manda un messaggio preciso ai suoi cittadini: non vale la pena investirci – ha detto il candidato sindaco -. Il Piano Urbanistico Comunale del 1999 è uno strumento vecchio in un mondo trasformato, serve una pianificazione seria e moderna, capace di aprire nuovi spazi di sviluppo e di risolvere i problemi edilizi cronici che penalizzano le periferie. Dal 2012, Quartu ha smesso di ospitare eventi di rilievo. Tredici anni di silenzio culturale sono tredici anni di occasioni mancate. E poi ogni giovane che lascia Quartu porta fuori da noi energie, talento e futuro che questa città in tutti questi anni non ha saputo trattenere. Invertire questa tendenza significa costruire un ecosistema economico vivo. Significa valorizzare ciò che abbiamo: cento chilometri quadrati di territorio, ventisette chilometri di costa, bellezze naturali, storiche e culturali uniche. E significa trasformare in ricchezza locale i flussi che oggi si disperdono altrove”.
“Sono un avvocato. Ma prima di tutto sono un quartese, uno che questa città la conosce non dai documenti di un ufficio, ma dalla strada, dalla gente, dal territorio – ha detto Porcu -. Mi potete trovare in sella alla mia moto, a percorrere strade che non tutti vedono e conoscono, spesso per fermarmi dove c’è qualcosa di bello o di vero. Sono uno che si emoziona e che non si vergogna a dirlo. Chi mi conosce, sa che sono capace di restare immobile davanti alla schiusa delle tartarughe a mare, di sentire quella scena come qualcosa di sacro. È la stessa persona che vi parla oggi di futuro: qualcuno che sa fermarsi davanti alla vita, e proprio per questo sa anche quando è il momento di mettersi in movimento. Porto con me la concretezza di chi ha costruito una professione seria, la curiosità di chi non ha mai smesso di viaggiare e di imparare, e la passione di chi ama Quartu abbastanza da volerla cambiare”.












