Nelle scuole si formano le prime relazioni affettive, le dinamiche di gruppo, la consapevolezza di sé e dell’altro. È il luogo più opportuno dove agire per prevenire la violenza di genere, dove insegnare ai giovani come affrontare i conflitti. Con questi presupposti il Comune ha lanciato il progetto sperimentale ‘Educazione all’affettività e prevenzione della violenza relazionale’.
Il percorso, avviato oggi con la prima lezione in via Bach, è rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado ed è finalizzato a promuovere una maggiore consapevolezza delle dinamiche interpersonali. Mira quindi a prevenire fenomeni di violenza di genere attraverso lo sviluppo di adeguate competenze emotive, comunicative e relazionali.
“L’abbiamo lanciato nella convinzione sia necessario che tutti gli attori del sistema educativo, comprese le istituzioni, debbano fare la propria parte, dare un proprio contributo affinché la discrezione, la gentilezza, il rispetto siano alla base della nostra cultura, in particolare nei rapporti tra uomini e donne”.
La partecipazione, l’entusiasmo con i quali gli istituti, così come gli stessi ragazzi, hanno accolto la nostra proposta sono già un bel segnale dell’interesse a una collaborazione che possa portare a risultare concreti, nel più breve tempo possibile. “Per un futuro diverso dobbiamo lavorare con politiche attive oggi. E a Quartu abbiamo già iniziato”.











