La Sardegna in zona arancione? Cromaticamente, un barista di Quartu “risponde”, per protesta, con un drappo nero piazzato davanti all’insegna del suo bar. Nicola Loi, 38 anni, titolare di una caffetteria in via Fiume, è furibondo: “Un telo nero in segno di lutto sopra l’insegna di ogni attività di ristorazione come segno di protesta. Un settore destinato a morire per decisioni insensate di questo Governo. Non possiamo più permetterci di lavorare al 20% dobbiamo vivere, dobbiamo mangiare e non possiamo più accumulare debiti”, scrive Loi su Facebook.
E, contattato da Casteddu Online, rincara la dose: “Bar aperto da ottobre 2019, ho una dipendente e mia moglie non viene più a lavorare per colpa della crisi. Certo, posso continuare a fare asporto e domicilio, ma gli affari sono crollati dell’80 per cento, riesco a vendere bene solo le paste. Devo pagare affitto, corrente e le tasse: andare in zona arancione significa, per me, la morte”.











