Quartu, scontro sui costi dell’asilo: “Aperto troppo in fretta, le famiglie pagheranno 750 euro al mese”

Fioccano le polemiche a pochi giorni dal taglio del nastro della struttura di via De Cristoforis. Tonio Pani: “Fondi non destinati agli altri asili privati, tanti bimbi traumatizzati perchè hanno interrotto un percorso di inserimento. Quando arriveranno i bonus? Per le famiglie monoreddito è un problema”. L’assessora alla Pubblica istruzione Cinzia Carta: “Procedura corretta, le due cooperative sono responsabili anche dei rischi economici”

Inaugurato da pochi giorni, fioccano già le polemiche sull’asilo di via De Cristoforis a Quartu Sant’Elena. E scoppia il “caso” delle rette da dover pagare: ci sono i bonus di Comune e Regione, ricordati all’inaugurazione dai vertici delle due coop che gestiranno la struttura per cinque anni. Ma non si sa quando arriveranno. A far emergere il problema è il consigliere del Psd’Az Tonio Pani che, insieme a tutta la minoranza, ha chiesto spiegazioni: “Le mamme gioiose cozzano con le tante lamentele che abbiamo ricevuto. Ci sono figure esterne al Comune che hanno parlato di fondi che l’amministrazione avrebbe erogato alle famiglie”. E, dopo aver attaccato sui bimbi che “avevano affrontato un percorso didattico in altri asili e poi ne hanno dovuto iniziare uno nuovo”, Pani attacca sui fondi: “La retta mensile è di 750 euro, col contributo del Comune di duecento e quello della Regione i costi saranno abbattuti, ma a gennaio le famiglie saranno costrette a dover pagare 550 euro perchè il bonus regionale viene erogato nella cosiddetta annualità solare. Le due coop usufruiranno dell’asilo beneficiando anche di contributi cospicui”.
L’assessora alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta ha replicato: “C”è una coprogettazione che non è riconducibile all’appalto, le due cooperative che hanno vinto una selezione pubblica sono responsabili anche della progettualità e del rischio economico ed operativo della gestione. Ecco perchè la gestione delle rette è in capo a loro, il Comune è l’ente promotore, svolgeremo funzioni di indirizzo, monitoraggio e controllo, periodicamente”. Una replica che non ha soddisfatto Pani: “Ho toccato aspetti didattici, della sensibilità dei bambini e della discriminazione fatta ad altre strutture private. Le somme che arrivano si sarebbero potute spalmare, così ci sarebbe stata aggregazione. Non siamo convinti che i soldi della Regione arriveranno in tempo, le famiglie monoreddito dovranno anticipare le somme e, a babbo morto, aspettare che arrivino i rimborsi”.


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