Sant’Efisio, polemica a Pula e Sarroch: “Miliziani lasciati senz’acqua”

“Dormono 3, forse 4 ore a notte per 4 giorni, fanno giornate intere in servizio,in cammino. Non hanno la possibilità di portare con sé un panino, una bottiglia di acqua. Che ne il Comune di Sarroch ne il Comune di Pula pensa ad offrirli neanche una bottiglietta di acqua è una vera e propria offesa davanti all’impegno e sforzo che ci mettono”

Pula e Sarroch, polemica su Sant’Efisio: “Miliziani lasciati senz’acqua”. Fa il giro del web la lettera di Serena Hervey che critica il trattamento riservato ai miliziani di Sant’Efisio, il gruppo di cavalieri in costume tradizionale che costituisce da secoli la scorta al martire guerriero.

“Sembra assurdo che una straniera abbia la presunzione di spiegare il ruolo degli miliziani ai sindaci e comitati di Sarroch e Pula. Purtroppo, dopo aver avuto il privilegio di vivere questo Sant’Efisio insieme a loro, sento l’obbligo di farlo perché la totale mancanza di accoglienza da parte vostra mi fa pensare che non avete capito ne l’importanza del loro ruolo, ne gli enormi sacrifici da parte loro.
A Villa Ballero sono stati accolti benissimo con il pranzo offerto. A Su Loi, la stessa cosa.
Poi sono partiti per il lungo viaggio verso Sarroch. Sono arrivati stanchi e affamati nel buio, ma hanno svolto il loro dovere con onore e dignità. Erano in piede dalle 05.30 di mattina. Dopo 19 ore, hanno consegnato il Santo in chiesa alle 00.30 per poi occuparsi degli cavalli e finire alla una di mattina. Ne a Villa D’Orri ne a Sarroch hanno pensato a loro. Neanche un miserabile tramezzino o bottiglietta di acqua. Poi, con la pancia vuota e la sveglia messa di nuovo per le 06.00 sono rientrati a casa.
La stessa cosa a Pula l’indomani. Alle 07.30 erano già in servizio a Sarroch. Alle 15.30 si sono trovati a girare in cerca di un panino al volo ed un posto dove sedersi prima di ripartire per Nora.
I miliziani fanno ciò che non fa nessuno. Accompagnano il Santo in ogni centimetro del suo viaggio per 4 giorni. Quando fa caldo la loro giubba di lana li fa soffrire, li fa sudare ma non possono permettersi di toglierlo neanche per un attimo per sentirsi più comodi. Quando piove non hanno l’ombrello come voi, si bagnano e basta. Ho visto personalmente come hanno tenuto al sicuro non solo al Santo, ma anche al pubblico quando mancava l’organizzazione da parte del Comune e la presenza delle forze dell’ordine. Dormono 3, forse 4 ore a notte per 4 giorni, fanno giornate intere in servizio,in cammino. Non hanno la possibilità di portare con sé un panino, una bottiglia di acqua. Magari non si può pretendere l’accoglienza meravigliosa che trovano a Villa Ballero o a Su Loi ma dai… Che ne il Comune di Sarroch ne il Comune di Pula pensa ad offrirli neanche una bottiglietta di acqua è una vera e propria offesa davanti all’impegno e sforzo che ci mettono.
Sono una straniera, non sono nessuno, ma ci tenevo a farvi notare ciò che ho visto e vissuto insieme a loro nella speranza che, magari l’anno prossimo possono essere accolti e ringraziati degnamente. Grazie”.


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