Porto canale di Cagliari in crisi, il caso in Regione: “La Zona franca per salvare i posti di lavoro”

L’opposizione in consiglio regionale ha presentato una mozione urgente (Comandini, Pd primo firmatario), sull’aggravarsi del calo di attività nel Porto Canale di Cagliari che, ad oggi ha subito una riduzione dell’80% del traffico generando uno stato di crisi delle attività. La Zedda: “La Regione è presente e attiva da subito per cercare di superare un’inerzia durata cinque anni”

Il porto canale in crisi. L’opposizione in consiglio regionale ha presentato una mozione urgente (Piero Comandini, Pd  primo firmatario, insieme ai diciotto esponenti del centro-sinistra in aula) sull’aggravarsi del calo di attività nel Porto Canale di Cagliari che, ad oggi ha subito una riduzione dell’80% del traffico generando uno stato di crisi delle attività e la forte preoccupazione tra i dipendenti che rischiano il licenziamento. Chiesta l presidente Solinas l’attivazione della Zes e della Zona franca doganale.

Il Porto canale di Cagliari, grazie alla disponibilità di immensi spazi nell’entroterra dedicati alla movimentazione dei container e all’invidiabile posizione geografica nel Mediterraneo, è diventato uno dei principali terminal container del traffico destinato ai principali porti del Mediterraneo e non solo, si legge nella mozione. Nel 2015 ha fatturato, rispetto al 2014, un incremento di circa il 2,46%, e si conferma quarto porto italiano di transhipment con un trend in continua crescita; l’esponente del Partito Democratico ha messo poi in evidenza che ad oggi la potenzialità che offre l’intero terminal non è utilizzata al 100% e, l’attuale area utilizzata è di 400 mila metri quadrati contro i 900 mila sfruttabili, attorno alle attività è impegnata una forza lavoro di circa 700 addetti.

“Questo significa”, proseguono gli esponenti del centro sinistra, “che il porto canale di Cagliari offre ancora grandi possibilità di crescita, assolutamente necessaria per assicurare all’Isola tutte le opportunità di sviluppo, capace di cogliere le opportunità che si aprono e accettare la sfida competitiva che arriva dagli altri porti del Mediterraneo.

Le attività di funzionamento e gestione dell’intera struttura ruotano attorno ad una forza lavoro di circa 700 posti di lavoro tra diretti, indiretti e indotto. I lavoratori e i sindacati sono fortemente preoccupati per la situazione di crisi che metterebbe a rischio un ingente numero di posti di lavoro, la Cts ha annunciato il licenziamento di 16 dipendenti, i quali non potranno usufruire degli ammortizzatori sociali, mentre la Irtec ha iniziato un’operazione di salvataggio, attivando i contratti di solidarietà che scadranno a fine aprile 2019, per evitare il licenziamento di 40 dei 64 dipendenti.

La mozione, è rivolta al neo governatore Solinas, – al quale chiediamo – un’immediata verifica ed eventualmente, attraverso l’apertura di un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte al processo produttivo del terminal, di mettere in campo tutte le strategie possibili, compresa l’attuazione di una fiscalità di vantaggio, rendendo operativa la Zona Franca ed istituendo la Zona Economica Speciale, che consentano non solo la prosecuzione delle attività ma il rilancio ed il potenziamento delle stesse, così da rendere il terminal altamente competitivo nell’interesse dello sviluppo della Sardegna e, scongiurare la conseguente perdita di un ingente numero di posti di lavoro”.

Rinviata intanto al cda di Contship la decisione sulla permanenza di Cict allo scalo di Macchiareddu.

La Regione. “Dopo anni di assenza della Regione per quanto riguarda la crisi del porto di Cagliari, assieme al presidente Christian Solinas  ci siamo immediatamente preoccupati di intervenire per assicurare una gestione corretta della situazione. Ma, soprattutto, per provare a mettere in campo delle proposte in grado di contrastare la profonda attuale incertezza, nonché per rilanciare l’attività del porto industriale ai fini di uno sviluppo complessivo che passa per l’attivazione della ZES ma anche per l’applicazione del DPCM che è stato già siglato per la realizzazione della zona franca doganale. Nell’incontro che si è tenuto a Roma con il Viceministro Rixi sono stati evidenziati tutti gli aspetti connessi alla vertenza del porto canale.

Il tavolo ministeriale con il ministro Toninelli è stato sollecitato dal presidente Solinas, e dal ministero sono state apprezzate la serietà dell’approccio della Regione nella vicenda nonché la volontà di trovare soluzioni concrete. Riteniamo, quindi, l’incontro positivo nonostante la complessità della vertenza, nella quale registriamo la disponibilità dell’azienda a non voler abbandonare il porto di Cagliari e a voler cercare delle soluzioni. Il primo segnale in questa direzione è la decisione di non mettere in liquidazione la Cict. In questi giorni si sta, tuttavia, lavorando per cercare di trovare la soluzione per la messa in sicurezza dei personale. Si sta, inoltre, valutando la possibilità di studiare delle norme straordinaria che garantiscano comunque il sostegno ai lavoratori. Voglio ribadire, infine, che Regione è presente e attiva da subito per cercare di superare un’inerzia durata cinque anni da parte del Centrosinistra”, ha dichiarato l’assessore regionale del Lavoro Alessandra Zedda



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