Si è svolto oggi un lungo interrogatorio a Carmelo Cinturrino, l’ex poliziotto accusato di aver ucciso il pusher 28enne Mansouri a Rogoredo durante una perlustrazione di routine.
Cinturrino, come già preannunciato, ha risposto ad ogni domanda senza esitazioni, dando la sua versione dei fatti.
Come spiegato davanti al procuratore Marcello Viola e confermato dal suo legale, Cinturrino avrebbe sparato per “paura” e di “aver perso la testa quando si è accorto che Mansouri stava morendo” perché “sa bene cosa accade a loro quando sparano. Ha tentato di mettere una toppa”.
Per questo è stata ritrovata l’arma giocattolo sul luogo della sparatoria: “Un’arma giocattolo che non doveva essere tracciata – ha spiegato il legale– e che ha trovato ancora prima del Covid nei paraggi del fiume Lambro e ha tenuto”. Cinturrino avrebbe ancge spiegato che i colleghi, tranne la donna, “hanno visto prendere qualcosa dalla macchina e mettere un oggetto vicino al corpo di Mansouri”, che però “dice di non aver toccato”. Dopo, Cinturrino ha chiamato subito soccorsi.
Cinturrino ha definito inoltre il suo presunto coinvolgimento in un giro di droga come “carnevale”, negando ci possa essere alcuna verità in questa accusa.
“Ha confessato tutto, ha ammesso tutti i suoi errori ed è pronto a pagarli, ma quello che non ha fatto, no. Non può ammettere qualcosa che non ha mai commesso”, ha spiegato il suo legale.













