Meno parcheggi in città, piste dedicate alle due ruote che si interrompono improvvisamente, “ma finché il confronto resterà confinato a una guerra sui social, fatta di slogan, accuse e ironie, non si risolverà alcun problema”. Riflessione da parte della consigliera Roberta Sulis sul tema del momento, le piste ciclabili dividono l’opinione pubblica. C’è chi le ama e chi invece le odia perché in mezzo al traffico cittadino stonano e sono poco utilizzate. In sintesi è questa la presa di posizione che anima i social: tra post e articoli dedicati al tema fioccano i commenti e i pareri di chi Cagliari la vive a 360 gradi.
“Quando si affronta la complessità della mobilità urbana, non si può procedere per slogan o contrapposizioni, bisogna partire dalla realtà di Cagliari, dalle sue caratteristiche e dai suoi bisogni.
Ogni giorno la città viene attraversata da un numero enorme di automobili: sono soprattutto quelle dei lavoratori e degli utenti che arrivano dall’area metropolitana e dal resto della Sardegna per raggiungere uffici, ospedali, scuole e servizi.
Nel frattempo, i parcheggi sono sempre più insufficienti” spiega Sulis.
“Cagliari dispone di numerose piste ciclabili, ma molte si interrompono improvvisamente, non sono collegate tra loro e, in alcuni tratti, presentano criticità di sicurezza. A queste si stanno aggiungendo molte corsie ciclabili — ormai abbiamo tutti compreso la differenza tra piste e corsie — alcune delle quali sembrano essere nate più da un esercizio di creatività urbanistica che da un approfondito studio sulla mobilità sostenibile.
Il risultato è che la città si divide in due fazioni: favorevoli o contrari alle biciclette.
Ma finché il confronto resterà confinato a una guerra sui social, fatta di slogan, accuse e ironie, non si risolverà alcun problema.
Cagliari ha bisogno di uno studio serio e complessivo sulla mobilità sostenibile, basato sui flussi reali di traffico, sulla sicurezza, sulla continuità dei percorsi, sull’intermodalità, sui parcheggi di scambio e su un trasporto pubblico realmente competitivo”. Una tematica importante che richiede uno studio meticoloso, insomma: “La mobilità sostenibile non può essere applicata attraverso modelli astratti o copiati da altre città, deve essere progettata sulla realtà di Cagliari.
Altrimenti continueremo ad aggiungere singoli interventi, senza costruire un sistema. E non risolveremo né il problema del traffico, né quello dei parcheggi, né quello della sicurezza di ciclisti, automobilisti e pedoni.
Fare politica seria vuol dire guardare la realtà ed attivarsi per risolvere i problemi, solo così si costruisce una città vivibile, a misura di tutti”.










