È arrivata in queste ore la risposta da parte del TAR della Toscana, che ha respinto il ricorso del Cagliari Calcio sul provvedimento che vietava la vendita dei biglietti del match contro il Pisa ai residenti isolani. I tifosi rossoblù, nonostante l’impegno da parte del club, non potranno seguire in trasferta il match di domenica pomeriggio.
Sulla questione é intervenuto duramente anche il consigliere Ferdinando Secchi : “La decisione del TAR di respingere il ricorso del Cagliari Calcio e confermare il divieto di trasferta a Pisa per i residenti in Sardegna è inaccettabile”, afferma.
“Si tratta di una sconfitta per lo sport e di una palese ingiustizia territoriale, contro la quale avevo già sollecitato un intervento forte da parte del Sindaco di Cagliari e della Presidente della Regione.
Ciò che sconcerta è la totale miopia di questo provvedimento, che ignora clamorosamente i fatti.
Solo tre mesi fa, nella gara di andata, i tifosi pisani sono stati accolti a Cagliari in un clima di amicizia e totale serenità.
I tifosi sardi, da sempre, portano in trasferta solo sana passione sportiva, orgoglio identitario e, al massimo, ottimi prodotti tipici come pecorino e salsiccia da condividere in amicizia con i padroni di casa.
Accostarli a presunti problemi di sicurezza è offensivo e irreale.
A questa mortificazione morale si aggiunge un danno economico enorme e intollerabile.
Chi ha preso questa decisione ignora cosa significhi essere isolani: per noi ogni trasferta richiede una programmazione anticipata.
Tantissimi sardi avevano già speso centinaia di euro per i trasporti aerei e navali, oltre che per le sistemazioni in strutture alberghiere.
Spese per le quali non otterranno alcun rimborso, subendo una vera e propria beffa.
A questo punto, pongo una domanda chiara alle Autorità competenti: con i voli, i traghetti e gli hotel già pagati, molti tifosi potrebbero decidere di partire ugualmente per non perdere i soldi, ritrovandosi costretti a sostenere la squadra da fuori il settore ospiti o per le vie della città.
È davvero questa la scelta migliore per l’ordine pubblico? È più sicuro lasciare i tifosi fuori dallo stadio anziché accoglierli e gestirli regolarmente nel settore a loro dedicato?
La risposta è ovvia.
Queste sono scelte miopi e discriminatorie, la strada più facile per chi non vuole assumersi la responsabilità di gestire l’ordine pubblico, preferendo punire in modo indiscriminato.
Un modus operandi che danneggia noi sardi e i tifosi del Cagliari sia economicamente che moralmente.
Esprimo la mia totale solidarietà al popolo rossoblù. Continuerò a battermi affinché le Istituzioni locali e nazionali aprano gli occhi su queste palesi ingiustizie, che allontanano la gente dagli stadi e calpestano i diritti dei cittadini.”










