Le fiamme si sono fermate a pochi passi dal giardino nato in memoria di chi ha perso la vita a causa del cancro ed è diventato un simbolo per tutta l’isola. Dopo l’alluvione dello scorso inverno, tutto è in fase di crescita ma il grosso rogo che pochi giorni fa ha minacciato il territorio ha rischiato di distruggere nuovamente la distesa di pace e natura.
Le parole strazianti del “Giardino di Lu”: “La preghiera consola il cuore, ma gli incendi si spengono anche con la responsabilità umana, con la prevenzione, con la tutela del territorio e con una cultura che insegna ad amare la terra prima che bruci.
Poi ho visto le macchine della protezione civile, ho visto I vigili del fuoco, gli elicotteri, i miei nipoti, i miei figli e tante persone che si sono impegnati senza sosta e mi sono rasserenata.
C’è molta differenza tra leggere una notizia di un incendio e sentirlo arrivare: sentire lo scoppettio delle canne che bruciano, sentire il fumo che si avvicina, i vortici di fuoco, il rumore degli elicotteri e l’impotenza di chi come me non voleva vedere nulla.
Il Giardino di Lu si è salvato, il fuoco si è fermato a dieci centimetri dalle nostre piante, ma non posso dimenticare che in una settimana questo territorio è stato colpito da un incendio per tre volte e non posso dimenticare che il paesaggio intorno al Giardino di Lu è stato ferito”.
La piaga degli incedi non arretra, insomma.
“Il Giardino di Lu nasce in una terra antica, un luogo che custodisce migliaia di anni di storia.
Noi abbiamo il dovere di consegnare questo patrimonio alle generazioni future.
E non dobbiamo spegnere incendi quando divampano, ma insegnare che ogni albero, ogni fiore, ogni pietra racconta una storia millenaria.
Il Giardino di Lu vuole diventare una voce per questo territorio, non una voce di protesta, ma di custodia, non proprietario della terra, ma custodia di una memoria che appartiene a tutti.
Grazie alle persone della Pro loco di Pimentel che sono intervenute subito spegnendo uno dei fuochi, a tutti quelli che hanno chiamato i vigili e la protezione civile sentendo la necessità di volerlo fare senza che nessuno glielo consigliasse, grazie al sindaco Dott.Damiano Aresu, grazie alla protezione civile Sant’Isidoro di Senorbi. Siete stati una forza vera”.









