La Sardegna chiede di rientrare nel Piano nazionale di contrasto alla peste suina africana. Il tema è stato al centro della videoconferenza tra il commissario straordinario Giovanni Filippini e gli assessorati competenti delle Regioni, alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus.
L’incontro ha riguardato il Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e la gestione delle carcasse dei cinghiali nelle aree indenni da PSA. Nonostante il superamento dell’emergenza sanitaria nel 2024, la Sardegna non è attualmente inserita nei piani nazionali, a causa del quadro normativo vigente nel 2022, quando l’isola era ancora soggetta a restrizioni.
Agus ha chiesto un chiarimento sullo status della Regione e una revisione della normativa, sottolineando l’importanza della gestione della popolazione dei cinghiali per prevenire nuove emergenze. «Allentare la guardia sarebbe un errore gravissimo, soprattutto dopo i sacrifici fatti per uscire dall’emergenza e dai danni provocati dall’embargo», ha spiegato l’assessore. «Chiediamo di poter disporre, come le altre Regioni, di tutti gli strumenti di prevenzione per consolidare i risultati raggiunti e garantire stabilità nel tempo».
Secondo Agus, restare fuori dal Piano potrebbe anche precludere l’accesso a risorse future. Il commissario Filippini ha espresso apertura alla revisione dello status della Sardegna all’interno del Piano nazionale, posizione accolta con favore dalla Regione, che ha apprezzato anche il ruolo dell’Ispra nel monitoraggio costante.
La presa di posizione conferma l’impegno della Sardegna a mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione della peste suina africana e sulla gestione faunistica, in un quadro di collaborazione con lo Stato e le altre Regioni.













