Pesce melmoso e piatti mal presentati, genitori asseminesi in guerra contro la mensa

I genitori sul piede di guerra reclamano il diritto a un cibo appetibile, con l’eliminazione di minestroni e zuppe “molto liquidi e con pezzi di buccia di carote e zucchine che galleggiano, e “ben presentato nel piatto, non con aspetto gelatinoso o melmoso”

di Vanessa Usai

Buccia di carote, zucchine che galleggiano, pesce gelatinoso e addirittura ‘melmoso’. I genitori della 4 A della scuola Elementare di via Vittorio di Assemini non ci stanno, e lanciano un’invettiva contro il servizio mensa dell’istituto, con una nota sottoscritta da 19 famiglie, pronte a scendere in campo con una protesta concreta: fino a quando il Comune non soddisferà le loro richieste, i bambini mangeranno un panino portato da casa.

A tutela della salute dei propri figli, chiedono innanzi tutto il ‘ripristino urgente’ della Commissione Mensa delle scuole asseminesi, e l’inserimento nel regolamento dei ‘sopralluoghi a sorpresa’ effettuati dal genitore preposto, come accade in altre città italiane. “Chiediamo che vengano rispettate le porzioni per fasce d’età, acqua che non abbia odori sgradevoli e certificata dal punto di vista organolettico e chimico”, recita la nota.

Ma non solo qualità: i genitori sul piede di guerra reclamano anche il diritto a un cibo appetibile, con l’eliminazione di minestroni e zuppe “molto liquidi e con pezzi di buccia di carote e zucchine che galleggiano, e “ben presentato nel piatto, non con aspetto gelatinoso o melmoso”. Sotto accusa anche la frutta, ritenuta “acerba e immangiabile” e l’adeguatezza dei condimenti di pasta, verdure e contorni, nonché la temperatura dei piatti, “serviti freddi quando dovrebbero essere caldi”.

Ultimo, si chiede un rispetto più stretto delle norme igienico-sanitarie durante l’erogazione del servizio e della sala in cui viene svolto. E a partire da lunedì 26 febbraio, mensa disdetta e panino da casa: “Fino a quando il Comune non soddisferà le richieste sulle esigenze imprescindibili per tutelare in primis la salute dei nostri figli, inizieremo una protesta, disdicendo la mensa, ogni giorno, e i bambini mangeranno un panino portato da casa”, conclude la nota. Che la guerra al minestrone abbia inizio.


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