Pannelli fotovoltaici con procedure autorizzative molto semplificate in accellerata ma il PEARS, il piano regionale della Sardegna su energia e ambiente, è fermo a 10 anni fa: nuova protesta da parte di sindaci e comitati, “l’intera faccenda delle rinnovabili sta diventando in Sardegna un pantano nel quale tutti, politica e cittadinanza, affondiamo senza rimedio. Il tempo corre”.
Si riaccende il tema sulla speculazione energetica, il primo cittadino di Villanovaforru, Maurizio Onnis, pochi giorni fa ha inviato in RAS le osservazioni riguardanti il piano regionale per le “zone di accelerazione terrestri”. In poche parole, aree in cui le grandi aziende del mercato elettrico potranno installare pannelli fotovoltaici senza attendere le lungaggini burocratiche.
Tra le osservazioni elencate si legge: “Data l’alta concentrazione di aree industriali idonee, esiste il rischio di creare vaste distese di pannelli che alterano il microclima locale (effetto isola di calore). Si richiede l’introduzione di limiti massimi di saturazione superficiale per ogni singolo polo industriale, al fine di garantire la permanenza di fasce di biodiversità residua e continuità ecologica”. Citato anche il rischio Idrogeologico (PAI) e Alluvioni Lampo: “Circa il 19% del territorio sardo è esposto a pericolosità idraulica, con una morfologia che favorisce le Flash Floods.
Sebbene il Piano richiami il rispetto del PAI, la procedura semplificata potrebbe indurre a sottovalutare l’aumento dell’impermeabilizzazione in aree già critiche. Si chiede che per ogni impianto in zona di accelerazione sia obbligatoria la certificazione dell’invarianza idraulica tramite sistemi di regimazione dettagliati, escludendo l’uso di materiali bituminosi per la viabilità di servizio”.
Inoltre “nelle zone di accelerazione, l’autorizzazione paesaggistica è sostituita da un parere obbligatorio ma non vincolante. Si esprime forte preoccupazione per la perdita di efficacia della tutela paesaggistica. Si richiede che il Piano definisca una “clausola di salvaguardia”: qualora il parere dell’autorità paesaggistica evidenzi impatti su beni vincolati (ex D.Lgs. 42/2004) non mitigabili, l’autorità procedente non possa discostarsi da tale parere senza una motivazione tecnica analitica e pubblica”.
Critico Onnis verso la Ras e altri enti sovraordinati, “non abbiamo notizie dell’Agenzia regionale per l’energia, la cui creazione è in grave ritardo rispetto ai tempi previsti dalla stessa giunta. Mentre ancora nel regno delle idee fluttua la nuova legge sulle aree idonee.
Ci si muove insomma in una situazione di estrema incertezza e in mancanza degli strumenti normativi generali da cui dovrebbero discendere passi singoli e accurati”.
Le zone accellerate sono aree localizzate su superfici già degradate o edificate: zone industriali (PIP, ZIR), aree ex cave, parcheggi e aree di interesse nazionale e la finalità è quella di accelerare la transizione energetica con procedure autorizzative semplificate, riducendo i tempi di un terzo e limitando il consumo di suolo, escludendo aree protette.













