Palla avvelenata sullo stadio del Caglkiari: “Il canone per la società è minimo di 785 mila euro, il Comune rischia danno erariale e una perdita di 36 milioni”.Il documento choc del consigliere Giuseppe Farris detta le regole del diritto comunitario: ora come faranno i capigruppo di maggioranza a votare serenamente un “rischio di danno erariale”? A Cellino non fu consentito di realizzare l’impianto e Gigi Riva era il primo a dire che lo stadio non doveva diventare privato. Andrà al Cagliari per 50 anni, ,a secondo Farris c’è un problema dio competenze, di infrazione da parte dell’Unione Europea e il prezzo del canone è sballato. Europei a rischio dunque, mentre anche il sindaco Zedda ha confermato che sul canone concessorio non c’è alcun accordo. Giulini addirittura contesta i 50mila euro, una cifra che la società rossoblù incassa in qualunque partita di campionato. Ci sono gli investitori americani pronti a rilevare almeno l’80 per cento del Cagliari, ma soltanto se verrà realizzato lo stadio. Con quali soldi, ancora non è stato spiegato.
Quello di Farris è però un documento bomba, un parere anche legale fortissimo, articolato in molti punti e circostanziato dagli articoli di legge. Che stabiliscono che il canone deve essere pagato con una cifra che va dal 5 al 10 per cento dei ricavi del Cagliari, quindi dai 785mila euro all’anno al milione e centomila euro. Non sarebbe beanche una follia visto che il Cagliari avrebbe la gestione in esclusiva di un’arena destinata a ospitare non solo le partite ma anche i grandi eventi. Vizi di competenza, dati economici chiave, indicatori di reddititività: Farris snocciola uno studio che evidentemente il Comune non ha mai fatto, sollevando anche un dubbio di competenze sulla decisione finale dello stadio tra la giunta Zedda e l’intero consiglio comunale. Una “eventuale delibera della giunta Zedda sarebbe viziata da incompetenza e dunque annullabile”, ecco perchè saranno tutti i consiglieri comunali a doversi prendere le responsabilità.
C’è il doppio suolo della Regione Sardegna su cui Farris parla di “violazione del private investor test”. Regione che di fatto concede un doppio investimento sul nuovo stadio del Cagliari, 50 milioni a fondo perduto e altri 30 milioni che arrivano dalla Sfirs.. Fondi che superano ampiamente i tetti della legge de minimis: insomma lo stadio ha una corsia privilegiata, ma il mancato guadagno del canone per il Comune sarebbe altissimo, oltre 36 milioni di euro. Ricapitolando, per chi leggesse soltanto adesso: il nuovo stadio rossoblù costerà 218 milioni di euro. Il contributo del Comune è di dieci milioni, 50 arriverebbero dalla Regione e 30 dalla Sfirs. Il piano economico finanziario pervede inoltre tra i 50 e i 100 milioni di “oneri futuri stimati” e “accantonamenti annui necessari tra uno e due milioni di euro all’anno”. Situazione complessa e delicatissima, con tanti soldi in gioco. E? vero però che se Cagliari ospitasse gli Europei di calcio nel 2032, la città potrebbe avere importanti finanziamenti da spendere su servizi e viabilità, come accadde nel 1990. Ora la palla avvelenata passa davvero a tutto il consiglio comunale, che deciderà la sorte del nuovo stadio, sperando ancora su una intesa sul canone tra il Cagliari e il Comune.









