Ha deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto alla madre per trasformare un’esperienza dolorosa in un monito per tutti. Giovanni Trimarchi ha reso nota la vicenda con l’obiettivo di evitare che altri anziani possano cadere nella stessa trappola.
“Ci ho riflettuto a lungo. Poi ho scelto di rendere pubblica questa vicenda. Non per chiedere empatia, né per esibire dolore. Lo faccio solo per mettere in guardia altre persone, soprattutto chi, come me, si prende cura di familiari anziani e fragili”, racconta.
La truffa sarebbe stata studiata nei minimi dettagli. Tutto è iniziato con una telefonata che ha convinto Trimarchi ad allontanarsi da casa. Dall’altra parte della cornetta, un interlocutore faceva riferimento ad autorità e circostanze apparentemente credibili, sostenendo che la sua auto fosse coinvolta in una rapina e che fosse necessario procedere con urgenza al disconoscimento della targa.
Mentre il figlio era lontano, un uomo si è presentato nell’abitazione dell’anziana qualificandosi come tenente dei Carabinieri. Con la scusa di dover effettuare una perquisizione e facendo leva sulla paura per le sorti del figlio, è riuscito a farsi aprire la porta. Secondo il racconto di Trimarchi, i telefoni dell’abitazione risultavano nel frattempo isolati. L’anziana sarebbe stata sottoposta a una forte pressione psicologica: terrorizzata con la falsa notizia del coinvolgimento del figlio in una rapina, costretta a rimanere sotto il sole del pomeriggio e a salire e scendere più volte per le scale, fino a cedere.
Alla fine, convinta che fosse necessario per aiutare il figlio, ha consegnato ai truffatori tutti gli oggetti in oro custoditi in casa, ricordi di una vita e della storia della famiglia.
“Oggi più che mai bisogna vegliare sui nostri vecchietti”, è l’appello di Trimarchi. “Bisogna spiegare loro che nessuna autorità chiede oro, denaro o gioielli. Nessun carabiniere, nessun poliziotto, nessun avvocato, nessun pubblico ufficiale si presenta a casa per ritirare beni di valore. E bisogna dirlo prima, non dopo. Io non ci sono riuscito fino in fondo. Ed è una cosa che pesa. Per questo lo racconto: perché magari questa storia può evitare che accada a qualcun altro”.
L’episodio ripropone una delle truffe più diffuse ai danni degli anziani: i malviventi sfruttano il timore per un familiare e si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine o ad altre autorità per convincere le vittime a consegnare denaro e preziosi. Un raggiro contro il quale le forze dell’ordine invitano da tempo alla massima prudenza, ricordando di non aprire la porta agli sconosciuti e di contattare immediatamente il numero di emergenza in caso di dubbi.










