Avrebbe voluto prendersi cura, a proprie spese, dell’aiuola davanti al suo ristorante aderendo all’iniziativa comunale “Adotta un’aiuola”. Un gesto di cura verso la città che, nelle intenzioni della titolare dell’attività, avrebbe restituito decoro a uno spazio oggi spesso lasciato in balìa ai bisogni degli animali. Ma il progetto si è fermato prima ancora di iniziare. A scoraggiare l’imprenditrice è stato il complesso iter amministrativo richiesto per ottenere l’autorizzazione. Tra documentazione, richieste di perizie tecniche e numerosi adempimenti burocratici, la procedura si è rivelata troppo onerosa rispetto all’obiettivo: sistemare e mantenere un piccolo spazio verde a proprie spese.
Alla fine la decisione è stata quella di rinunciare. Ad aggiornare sulla vicenda è stato il presidente del Comitato del quartiere Genneruxi, Virgilio Ricci, attraverso la pagina dedicata dove ha evidenziato le difficoltà incontrate dalla titolare e sollevato il tema della complessità delle procedure amministrative legate all’adozione delle aree verdi. In proposito il Presidente del Comitato propone un percorso più snello, con un elenco di essenze vegetali già approvate dal Comune, semplici linee guida per la manutenzione e, qualora fossero necessarie valutazioni tecniche, un supporto messo direttamente a disposizione dall’amministrazione. L’obiettivo sarebbe quello di trasformare iniziative come “Adotta un’aiuola” in strumenti realmente accessibili, capaci di favorire la collaborazione tra pubblico e privati invece di scoraggiarla con un eccesso di adempimenti.
Intanto, l’aiuola di via Dante resta nelle stesse condizioni tra degrado e cattivi odori, mentre sfuma la disponibilità di chi era pronto a investire risorse proprie per restituire decoro a un angolo della città.











