CAGLIARI – Duro intervento in Aula del consigliere Giuseppe Farris nel dibattito sul nuovo stadio, in risposta alla relazione dell’assessore Giuseppe Macciotta. Al centro, il piano economico-finanziario e il peso reale dell’intervento pubblico nell’operazione.
“Si continua a raccontare che si tratta di una grande opera con un contributo pubblico limitato, ma non è così”, ha dichiarato Farris. Secondo il consigliere, oltre ai 60 milioni già previsti tra Regione e Comune, esisterebbero ulteriori elementi che configurano un impegno pubblico ben più consistente: dal project bond sostenuto da soggetti pubblici alle agevolazioni, fino alle garanzie e alla concessione del diritto di superficie.
Per Farris, quindi, si tratta di “uno straordinario investimento pubblico”, rispetto al quale diventa centrale capire quale sia il reale ritorno per la collettività.
Nel mirino anche il piano economico-finanziario. “Non possiamo limitarci a prenderne atto solo perché formalmente in equilibrio: il Pef va analizzato e messo in discussione”, ha detto. Tra le criticità evidenziate, l’assenza di stress test su un arco temporale di 50 anni, la previsione di un tasso di inflazione considerato troppo basso e l’incremento degli introiti stimati per alcune attività, come albergo e centro benessere.
Dubbi anche sul diritto di superficie, che secondo il consigliere continuerebbe a esporre il Comune a rischi, nonostante le modifiche annunciate.
Farris ha inoltre sollevato questioni di natura procedurale, ritenendo opportuno un passaggio preventivo a livello europeo per escludere possibili profili di aiuto di Stato, oltre a ulteriori verifiche sugli strumenti di finanza di progetto alla luce di recenti pronunce della giustizia europea.
Infine, il passaggio politico: “Se anche il proponente definisce l’operazione antieconomica, allora è legittimo chiedersi chi coprirà la differenza”, ha concluso, annunciando il deposito di una memoria formale agli atti del Consiglio.









