Non solo la Todde presidente, anche gli assessori regionali decisi a luglio a Roma: ecco i nomi

Da Franco Sabatini al Bilancio a Gavino Manca a Lavoro e Formazione Professionale, da Massimo Dadea alla Sanità a Piero Comandini presidente del consiglio regionale. Nell’esecutivo ci saranno anche Desirè Manca e Camilla Soru, a Ettore Licheri un ruolo apicale nel partito, forse proprio quello di Todde. Così il Pd mesi fa ha blindato l’accordo


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Non solo il candidato presidente alla presidenza della regione. Nelle trattative estive dell’estate politica romana, dirette da Conte e Schlein e dai vertici nazionali della segreteria dem, sono stati discussi e blindati anche i nomi dei futuri assessori regionali, ovviamente nel caso in cui Alessandra Todde vincesse le elezioni regionali di febbraio. Ed eccoli, i futuri assessori dell’alleanza Pd-5Stelle, secondo quanto riferito direttamente dalla capitale: al Bilancio Franco Sabatini, ex consigliere regionale, solo apparentemente sparito dai radar della politica negli ultimi 5 anni. Al Lavoro e Formazione Professionale Gavino Manca, sconfitto alle ultime elezioni politiche per il Senato nel collegio del nord Sardegna e che proprio nella formazione professionale ha iniziato la sua seconda vita dopo vent’anni in politica. Massimo Dadea, che qualche giorno fa ha pubblicato un post in cui accusava i detrattori della Todde di sessismo, alla Sanità. In giunta entreranno con certezza anche Desirè Manca, che dopo un tentativo di candidarsi ha fatto un passo indietro dopo l’accordo, e Camilla Soru, figlia di Renato e vicinissima alla segretaria del Pd Schlein, consigliera comunale dem che si è pubblicamente espressa contro la candidatura del padre invitandolo a ritirarsi.

A Piero Comandini, segretario dem, potrebbe invece andare la presidenza del consiglio regionale, mentre a Ettore Licheri un incarico apicale nel partito, forse proprio la vicepresidenza oggi della Todde che, se perdesse le elezioni, passerebbe direttamente dalla camera dei deputati al consiglio regionale, dimettendosi da Montecitorio. In giunta, se decideranno di essere della partita, entreranno anche i Progressisti, forse anche con una vicepresidenza: a spingerli al sì potrebbe essere prima di tutto l’accordo su Massimo Zedda candidato sindaco di Cagliari a giugno prossimo.

Intanto, mentre si aspetta per oggi la decisione proprio dei Progressisti, il cosiddetto campo largo continua a restringersi: dopo l’addio ufficiale di Liberu, oggi anche il partito di Emma Bonino Più Europa ha salutato il tavolo, ribadendo la necessità di ricorrere alle primarie, mettendo sul tavolo anche i nomi di Graziano Milia, Renato Soru e Mauro Usai e lanciando una provocazione alla Todde: se proprio vuole candidarsi, si dimetta da parlamentare e si dedichi interamente alla campagna elettorale per la Sardegna.

 

Quello che tutti tengono a ribadire è che non c’è niente di personale contro la Todde: quello che viene contestato è invece il metodo, ovvero la decisione presa a Roma e calata dall’alto. I fuoriusciti decideranno ora come muoversi: l’ipotesi più probabile è che convergano su un candidato alternativo che, quasi certamente, sarà proprio Renato Soru.