Non calpestate l’erba, non “murrungiate”: meglio di prima non basta

Gli strani divieti nei lavori di riqualificazione del Poetto “analizzati” da Gianfranco Carboni

Basta, lasciateci lavorare e non calpestate il prato. Non si è mai contenti, una volta tanto che un’involontaria invenzione compiace tanti ecco i soliti lamenti dei “is murungionis”. L’annuncio dell’attivazione dei nuovi irrigatori per prato, cicli, motocicli, utenti e corridori, ha scatenato nuove proteste per lo squilibrio nel lavaggio dei mezzi parcheggiati: gli irrigatori in prossimità degli stalli sono decentrati da un lato.

Ingiustizia, il lavaggio o è per tutti o per nessuno. Intanto destano enormi perplessità i cartelli d’avviso di “Non calpestare l’erba”, non quella del vicino, delle aiuole, della fermata dei bus, del parcheggio, di bici, del tutto compreso. Indiscutibile la ragione, al fine del rispetto della cartellonistica, per cui avanti con l’ennesimo “murungio”: cosa fare, come, perché? I tifosi della squadra meglio di prima non ci bastava controbattono: “Chi non salta “murungioni è!” Il Poetto cambia – in meglio o peggio è questione di gusti ed, anche le nostre abitudini, a “Su Poetu” si andrà a piedi nudi, unico suggerimento meglio munirsi di pomata antiscottature. Gianfranco Carboni


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