No di Uta al piano stralcio delle zone fluviali, scatta nuova protesta

Il sindaco in campo, la popolazione contraria al progetto che potrebbe deturpare il territorio

L’amministrazione Comunale di Uta e la popolazione confermano la propria cointrarieta’ all’adozione del Piano stralcio fasce fluviali così come proposto per l’adozione preliminare.

Tutt’ora siamo in attesa di un tavolo di confronto tecnico e politico che, senza pregudizi, valuti la specificita’ del nostro Territorio, anche e, soprattutto, considerando le incongruenze dello studio preliminare, piu’ volte evidenziate. A tal proposito si ricordano le tante osservazioni presentate ed accolte che hanno sanato i gravi errori di valutazione presenti nel PSFF.

Il Psff non garantira’ maggior sicurezza alla nostra comunita’, bene primario ed imprescindibile ma, anzi, aggravera’ la gia’ critica situazione economica, imponendo vincoli all’agricoltura, all’edilizia e, di riflesso al commercio, ai servi e tutti i settori su cui si regge il nostro tessuto sociale.

Le scuole, le strutture sportive e la quasi totalita’ degli edifici a servizio dei cittadini rischierebbe l’inagibilita’ ad ogni allarme meteo con conseguenti gravi disagi per la popolazione.

Ad oggi , infatti, non è allo studio alcun progetto di messa in sicurezza ne’ esiste alcuno stanziamento di opere di mitigazione, prova ne sia la recente revoca dei finanziamenti in precedenza dichiarati disponibili per contribuire alla redazione degli studi di dettaglio come da normativa PAI.

 Apprendiamo, quindi, con forte preoccupazione la convocazione per mercoledì 18 settembre del Comitato Istituzionale, con all’ordine del giorno, al punto 2, l’adozione preliminare dal Piano per i comuni di Uta e Terralba, fin’ora sospesi in attesa dell’auspicato confronto.

In conseguenza di questo fatto  è stata convocata  d’urgenza, per il 17 settembre in Decimomannu, una riunione  cui prenderanno parte le Amministrazioni e le Associazioni dei cittadini di Assemini, Decimomannu, Terralba e Uta (anche altre stanno accingendosi ad unirsi), concordi e determinate  nel richiedere un’analisi puntuale e piu’ aderente alla realta’ dei propri territori.

In questa sede si definiranno le azioni piu’ opportune da intraprendere a tutela delle proprie ragioni  in reazione a qualsiasi imposizione non condivisa dalle comunita’ e non rispettosa delle prorie specificita’ morflogiche.

Le amministrazioni si opporranno in tutti i modi e in tutte le sedi consentite perché questo scempio non si compia, considerando anche la grave responsabilita’ politica che l’ Amministrazione Regionale,  il suo Presidente,  la sua Giunta e l’Autorita’ di Bacino si assumerebbero in caso contrario.


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