Monserrato, insultata la segretaria comunale durante la seduta dell’ultimo consiglio: “È stata apostrofata “asina”, un fatto grave, da censurare, perché dopo tutte le battaglie portate avanti contro la violenza sulle donne mi è sembrato un atteggiamento vergognoso”.
È accaduto il 29 dicembre, da allora “nessuna scusa o attestato di solidarietà è stato espresso nei confronti della segretaria, nè dal consigliere, nè dalle segreterie di partito”.
Quel giorno il consiglio comunale era stato animato dal sit in organizzato per protestare contro le buche nelle strade: gli animi erano già caldi, nonostante l’invito del sindaco Tomaso Locci a unirsi tutti insieme per chiedere dei finanziamenti alla Città metropolitana di Cagliari per finanziare i lavori onerosi, nel piazzale del Comune si è consumata una diatriba con lanci di accuse e unsulti. “Io stesso – spiega Locci, intervistato da Casteddu Online – sono stato definito “buffone” anche da una consigliera di minoranza che ha urlato mentre saltellava. Siamo rientrati in aula, si discutevano delle interrogazioni e il candidato a sindaco del PD, a microfono aperto, ha dato dell’asina alla segretaria comunale, una donna che statva semplicemente svolgendo il suo lavoro”.
Una esternazione che ha sorpreso il sindaco, “il consigliere non ha mai offeso e si è sempre distinto per i modi garbati, può essere stata un’espressione dettata dal contesto del sit in non proprio pacifico, ma non è assolutamente giustificabile”.
“Spero chieda scusa” prosegue Locci che punta il dito contro le segreterie di partito: “Tempo fa sono stato quasi messo alla gogna, sono stato accusato di misoginia e tanti comunicati dalle segreterie di partito sono stati diffusi. Perché in questa occasione nessun attestato di solidarietà alla segretaria comunale?” osserva Locci.
A difesa della segretaria sono intervenute in consiglio anche le consigliere Serri e Ibba.











