Sono sempre di più in quel centro sorto nell’ex scuola di polizia che trabocca: ospita i migranti giunti nell’isola ma, tra immondizia, brandine di fortuna e un enorme locale adibito a dormitoio per decine e decine di persone ammassate, poco rispecchia con una civiltà degna di essere chiamata tale.
Sono giovani uomini arrivati con i barchini, dal Nord Africa intraprendono l’attraversata e festeggiano una volta giunti, sani e salvi, in Sardegna. Cantano, si riprendono con il cellulare e pubblicano video, foto e dirette sui social. La terra dei sogni è stata raggiunta ma, ben presto, l’illusione di una vita migliore svanisce sotto quei pezzi di cartone raccattati chissà dove.
Niente da fare, la società, davanti a queste immagini, ha perso: non è accoglienza lasciare gli ospiti buttati in terra per dormire la notte.
In paese monta la protesta: “Non c’è più posto nel centro o dobbiamo iniziare ad aspettarci tendopoli per le vie di Monastir tipo Ceuta?”
Il paragone con la città spagnola, simbolo dell’emergenza dei migranti, è l’idea dei cittadini, esausti di questa situazione senza fine e senza apparente soluzione.
“Questa foto, inviata da un utente e scattata venerdì sera, mostra la situazione ormai sotto gli occhi di tutti: la realtà quotidiana di un’accoglienza senza regole porta a scene come questa, con persone costrette a dormire sui marciapiedi e per strada” spiega il gruppo “Monastir Inascoltata”.
“Fino a che punto il nostro paese dovrà tollerare questo degrado, sia per chi è costretto a vivere in queste condizioni sia per la sicurezza e il decoro dei residenti?”.
Anche ieri, intorno alle 20, alcuni residenti hanno notato “dei ragazzi arrivare in paese con degli zaini. In questo caso penso che le forze dell’ordine debbano intervenire e impedire che il paese venga usato come dormitorio”.
Interviene pubblicamente anche la sindaca Paola Ugas: “Confermo, questa mattina, dopo averla vista, l’ho inviata io alle Forze dell’Ordine”.











