Messaggi infiniti a sfondo sessuale, gesti indesiderati, e addirittura suggerimenti su cosa indossare. È accaduto ad una giovane dipendente precaria all’aeroporto di Treviso, vittima di molestie di vario tipo da parte del suo capoufficio, ingegnere. A raccontare a vicenda è Il Corriere della Sera. Stando a quanto ricostruito, il tutto risale fra il 2023 e 2024: la ragazza racconta di aver ricevuto anche mille messaggi in una sola notte chiaramente a sfondo sessuale, richieste di appuntamenti fuori dal lavoro, e addirittura “suggerimenti” di indossare minigonne.
Una situazione di disagio sempre più grande per la giovane che ha deciso di rivolgersi direttamente all’ufficio risorse umane dell’azienda, la quale – a fronte di prove inconfutabili- ha licenziato l’ingegnere per giusta causa.
anche il Tribunale del lavoro di Treviso non ha avuto alcun dubbio in merito, confermando la scelta dell’azienda a tutela della dipendente.
“Il baricentro della tutela contro le discriminazioni sessuali – scrive il giudice nella sentenza riportata dal Corriere Veneto – poggia sul contenuto oggettivo della condotta, nonché sulla percezione soggettiva della vittima, mentre non è necessaria l’intenzione soggettiva di infliggere molestie da parte dell’autore. “La legittimità del licenziamento per molestie sessuali presuppone che il lavoratore abbia tenuto nei confronti della collega un comportamento indesiderato di natura sessuale, che ha oggettivamente provocato l’effetto lesivo della sua dignità”.
Da stabilire, al momento, le responsabilità penali della vicenda da parte dell’uomo.












