A pochi giorni dal triste anniversario della strage che causò la morte di 140 persone, Paolo Bragaglia, residente a Quartucciu, racconta un particolare di quel 10 aprile del 1991.
Lui e la sua classe della terza liceo erano in gita: “Treno Firenze-Pisa-Civitavecchia, si torna a casa. All’altezza di Livorno decidemmo che di stare sul treno ne avevamo le scatole piene, era una bellissima serata e noi avevamo 16 anni. Cosicchè pregammo un professore di scendere per goderci qualche ora di libertà e prendere la nave da Livorno.
E lui: “No! Non conosco la compagnia, proseguiamo per Civitavecchia…”
E fu così che 35 anni dopo lo posso ancora raccontare”.
Morirono tutti su quella nave, nessuno si salvò tranne un giovane mozzo.
“Era una bellissima giornata di primavera, si parlò anche si condizioni meteo avverse ma io ho riscontrato assolutamente il contrario”.
Rimame il ricordo e il dolore, decine le vittime sarde: due giorni fa a Livorno si è svolta la cerimonia commemorativa, presente l’assessora dei Trasporti Barbara Manca: “È un dovere delle istituzioni e della società civile ricordare quello che è stato il più grande disastro marittimo della marina mercantile italiana dal dopoguerra a oggi.
Onorare la memoria delle 140 vittime, tra cui anche decine di cittadini sardi, significa rispettare la storia e stringersi intorno alle famiglie che da tantissimi anni si battono per accertare la verità di quanto avvenne quella notte”, ha concluso l’esponente della Giunta regionale.











