Un fiume di bandiere arcobaleno, musica, slogan e migliaia di persone – si stima circa 40mila – che hanno sfidato il caldo torrido per riempire le strade di Cagliari. Il Sardegna Pride ha trasformato oggi Cagliari in una grande piazza dei diritti, partendo dal Parco della Musica con una partecipazione imponente e un messaggio chiaro: i diritti non possono più aspettare.
Prima della partenza del corteo, il palco ha ospitato la lettura del documento politico del Pride da parte delle associazioni del coordinamento, tra cui Queer Sardegna Aps, Famiglie Arcobaleno, MOS, Arc, Uniche LGBT e le altre realtà promotrici. Un manifesto che intreccia le rivendicazioni storiche della comunità LGBTQIA+ con quelle su salute, scuola, autodeterminazione, lotta alle discriminazioni, diritti delle famiglie, pace e giustizia sociale.
Tra i momenti più intensi, quello affidato alla voce di una bambina, chiamata a leggere il passaggio dedicato alla tutela della prole e al riconoscimento di ogni forma di famiglia. Una scelta simbolica, che ha emozionato la piazza e trasformato quelle parole in uno dei passaggi più sentiti dai partecipanti.
Nel documento le associazioni chiedono una Sardegna e un’Italia capaci di garantire pari dignità a tutte le persone: una legge efficace contro l’omolesbobitransfobia, il matrimonio egualitario, il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, percorsi di affermazione di genere più accessibili, educazione all’affettività e al consenso nelle scuole, una sanità pubblica realmente inclusiva e la tutela della salute mentale. Rivendicazioni accompagnate dal tema scelto per questa edizione, “La forza del disordine”, inteso come rifiuto delle imposizioni e delle etichette che limitano identità, corpi e libertà.
Ad aprire gli interventi istituzionali è stato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha rilanciato l’impegno dell’assemblea sarda per l’approvazione della proposta di legge regionale contro l’omolesbobitransfobia. «È importante che anche la Sardegna si doti quanto prima di una legge che contrasti ogni forma di discriminazione», ha affermato, auspicando che il testo venga rapidamente portato all’esame dell’Aula.
A chiudere gli interventi dal palco è stato il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda: «La diversità è affascinante», ha detto il primo cittadino. «Porta ricchezza alle persone, aggiunge e non toglie nulla, anzi». Un messaggio che ha sintetizzato lo spirito della giornata: trasformare la diversità in un valore condiviso e fare del Pride non solo una festa, ma un momento di rivendicazione civile e politica.
Sotto un sole implacabile, Cagliari ha risposto con una presenza straordinaria. Migliaia di persone hanno sfilato insieme, dimostrando che il Pride continua a essere una delle più grandi manifestazioni per i diritti e l’inclusione dell’Isola.










