CAGLIARI – I mercati civici come motore della nuova economia urbana, capaci di trasformare milioni di visitatori in valore reale per il territorio senza perdere identità e funzione sociale. È questo il cuore del “Modello Cagliari”, emerso dal convegno internazionale “Markets & Cities”, promosso da Confcommercio Sud Sardegna e ospitato nella sala consiliare del Comune.
L’incontro ha riunito istituzioni e rappresentanti di importanti realtà europee – da Barcellona a Firenze fino a Nizza – con un messaggio condiviso: i mercati non devono diventare attrazioni turistiche artificiali, ma restare luoghi autentici di commercio, comunità e cultura.
Secondo i dati della Camera di Commercio Cagliari-Oristano, lo scalo aeroportuale del capoluogo potrebbe superare gli 8 milioni di passeggeri entro il 2040. Una crescita che impone una strategia chiara: trasformare il semplice transito in esperienza urbana, facendo dei mercati civici una vera porta d’ingresso alla Sardegna.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Massimo Zedda, che ha sottolineato il valore strategico del sistema mercatale cittadino. «Cagliari ha mercati diversi, radicati nei quartieri e già oggi attrattivi anche per i turisti. Il rischio è snaturarli trasformandoli in grandi ristoranti: la sfida è valorizzare chi vende e i prodotti, senza perdere l’anima».
Sulla stessa linea il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas: «I mercati sono spazi vivi, presìdi culturali oltre che economici. Difenderli significa tutelare l’identità stessa della città».
Un tema rafforzato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, che ha evidenziato come oltre il 70% dei prodotti consumati in Sardegna non sia di origine locale: «I mercati possono diventare il punto di contatto diretto tra produttori e consumatori, valorizzando l’identità alimentare dell’isola».
Dalle esperienze europee arriva però anche un monito. Jordi Mas Velasco, presidente della Boqueria di Barcellona, ha richiamato l’attenzione sulla gestione dei grandi flussi: «La sfida non è attrarre visitatori, ma mantenere qualità e autenticità».
Da Firenze, Massimo Manetti ha invitato Cagliari a preservare il proprio patrimonio: «Avete ancora un mercato tradizionale vero: difendetelo». Mentre da Nizza, Frank Martin ha raccontato un modello basato su varietà, animazione e valorizzazione dei produttori locali.
Cagliari può contare su una rete di rilievo nazionale: dal Mercato di San Benedetto, tra i più grandi d’Italia, a quelli di Piazza Nazzari, via Quirra, Pirri e Santa Chiara, ciascuno con caratteristiche e potenzialità specifiche.
Il prossimo passo, come annunciato dal vicepresidente vicario di Confcommercio Sud Sardegna Emanuele Frongia, sarà misurare l’impatto economico reale dei mercati e sviluppare politiche concrete contro la desertificazione commerciale.
Dalla giornata emerge una visione chiara: i mercati civici devono essere accessibili, autentici e connessi ai flussi turistici, integrati con porto, aeroporto e sistema ricettivo. Non semplici spazi di vendita, ma infrastrutture strategiche capaci di generare valore economico e sociale.












