Medau: “Con la nuova continuità territoriale il sud Sardegna perde 30 milioni di euro”

E’ il costo relativo calo dei posti disponibili con tariffa agevolata sui collegamenti Roma-Cagliari e Milano-Cagliari. L’allarme della sindaca di Pula: “Perché le frequenze sul capoluogo sono state ridotte? La Regione ci ascolti: serve un nuovo modello con sconti ai passeggeri e non con aiuti alle compagnie”

Il sud Sardegna rischia di perdere 30 milioni di euro a causa della  nuova continuità territoriale aerea. E’ il costo relativo del 4 % in meno dei posti offerti sulla tratta Roma-Cagliari e del 19 % in meno su quella Milano-Cagliari.

Lo denuncia la sindaca di Pula Carla Medau che, assieme ad altri primi cittadini di comuni costieri del sud e del centro dell’Isola, ai portatori di interesse ad alcuni professori universitari esperti di trasporti, ha chiesto alla Regione un incontro per un nuovo modello di continuità territoriale.

“Dal punto di vista di una comparazione l’indotto che viene a ridursi può essere calcolato in 30 milioni”, spiega la Medau, “è evidente che minori presenze sul nostro territorio vanno ad incidere sui settori che gravitano nel campo del turismo. Come le attività ricettive, le agenzie di viaggio o le agenzie immobiliari, i ristoranti e i negozi ecc. Questa differenza di presenze può determinare una riduzione di produttività significativa.

Noi siamo un gruppo di lavoro, che raduna sindaci, portatori di interesse e e professori universitari e ci stiamo incontrando da diversi mesi. Abbiamo formalizzato una richiesta di confronto con la Regione per ragionare su un nuovo modello di continuità territoriale e per porre alcune questioni. La prima”,  spiega, “è quella di comprendere perché si sono ridotte le frequenze sulle rotte Fiumicino-Cagliari e Linate-Cagliari, perché già questo crea disparità notevole rispetto ad altri aeroporti. La preoccupazione di noi sindaci è quella di garantire per lo scalo cagliaritano una maggior frequenza o almeno identica a quella prevista con la precedente continuità”.

I sindaci chiedono maggiore chiarezza, affinché ai portatori di interesse e a tutti i cittadini vengano illustrate in modo diretto e trasparente le prospettive future. Perché ora vige un bando di emergenza che dovrebbe scadere il 14 maggio 2022. E fino a quella data gli operatori potranno effettuare le prenotazioni e organizzare coi tour operator le permanenze nel territorio, “ma”, aggiunge la Medau, “non avendo un arco più ampio le prenotazioni non possono andare oltre il bando di emergenza, e questo crea un grande vulnus per la programmazione del territorio. La Regione sta lavorando alla pubblicazione del nuovo bando. ma non essendoci un orizzonte ampio e dati certi, ad oggi le strutture ricettive non sono in grado di organizzare la prossima stagione estiva.

La mia preoccupazione”, prosegue, “che sarà analizzata in una riunione che faremo con tutti i sindaci dei comuni costieri del sud e del centro Sardegna l’11 gennaio alla presenza dei prof universitari che hanno elaborato i dati, è quella di far comprendere come non sia più rimandabile la presa di conoscenza di questo problema della continuità territoriale”.

Sempre da questa analisi emerge che l’attuale continuità (che garantisce una tariffa inferiore del biglietto aereo) copre solo la metà della domanda complessiva dei cittadini sardi. “Ciò significa che almeno il 50 % dei residenti sardi raggiungono la Sardegna con altre rotte, tipo Torino o Napoli senza godere della tariffa scontata. C’è quindi l’ipotesi”, continua la sindaca di Pula, “di ampliare le connessioni da e per la nostra Isola applicando oneri di servizio pubblico anche su altre rotte. E serve poi riconoscere lo sconto al passeggero e non al vettore come avviene oggi, per evitare di incorrere negli aiuti di stato. Se io sono un passeggero e parto da Napoli, Torino o Roma, devo ottenere lo sconto a prescindere dal vettore, perché in caso contrario sto falsando la concorrenza. E’ quindi importante che lo sconto avvenga sul residente e non sulla compagnia perché diventa aiuto di Stato e rischiamo di una bocciatura da parte della Ue”.


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