Luisa e Luigi, dalla Lombardia alla Sardegna: quando il cuore trova casa
Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che, lentamente, ti entrano dentro. Per Luisa e Luigi, entrambi lombardi, la Sardegna non è mai stata una semplice meta: è diventata casa molto prima di esserlo sulla carta.
La loro storia comincia nel 2007, con un viaggio nato quasi per caso. Dovevano vedere una barca a vela. Quella barca, acquistata e tenuta nel porticciolo di Capitana, è stata l’inizio di tutto. Da quel momento, ogni ritorno sull’Isola era una conferma: weekend improvvisati, vacanze lunghe, inverni trascorsi in barca, anche solo pochi giorni bastavano per sentirsi nel posto giusto.
Nel marzo 2018, arrivata la pensione, Luisa Monticelli compie un passo importante: compra casa nel Sud Sardegna. Poco dopo arriva anche la residenza a Quartu Sant’Elena. Nonostante ciò, per qualche anno la vita rimane divisa tra Sardegna e Lombardia, a causa dei problemi di salute del padre di Luisa. Anche lui, però, portato sull’Isola un paio di volte, se ne innamora profondamente.
La decisione definitiva arriva il 9 dicembre 2024. Luisa e Luigi si trasferiscono stabilmente in Sardegna, insieme al loro affezionatisimo Aki. Non come chi fugge da qualcosa, ma come chi torna dove ha sempre sentito di appartenere.
“Quando siamo qui, ci sentiamo a casa. Da sempre”, dice Luisa con il tono di chi ha trovato il suo paradiso.
In questi anni, lei e Luigi hanno conosciuto molte parti dell’Isola: il Nord Sardegna, le immersioni ad Alghero, ma il loro cuore è sempre rimasto legato alle coste del Sud. Anche navigando in barca, è questa la parte che scelgono. Nei mesi più affollati preferiscono l’entroterra, luoghi come Sadali, Barumini, Gesturi, dove il tempo sembra avere un altro ritmo e le tradizioni sono ancora vive. Amano partecipare alle sagre, dalla festa del riccio di Buggerru a quella delle arance di Muravera e delle patate di Monastir, perché è anche in quei luoghi che sentono il legame profondo tra le persone e la loro terra. “Qui siete più legati alle tradizioni, da noi c’erano ma si sono perse”, fa notare Luisa con rammarico e al contempo sollievo per averle ritrovate in una terra d’adozione.
Un capitolo fondamentale del loro percorso è legato anche alla sanità. Luisa racconta con gratitudine la professionalità e l’umanità trovate in Sardegna. Dopo una diagnosi errata ricevuta in Lombardia, è stato qui che qualcuno l’ha davvero ascoltata. A San Gavino, grazie a un’ecografia, è emersa la diagnosi corretta. Al Korian di Quartu Luisa è stata operata e seguita con attenzione e rispetto.
“Qui non sei un numero. I medici ti guardano, ti parlano, ti spiegano. La dottoressa che mi segue a Quartu sa più cose di me in pochi anni di quanto non sapessero in Lombardia”, spiega.
La qualità della vita ha fatto il resto. Luisa, ex perito informatico che si occupava di statistiche per la direzione aziendale, ricorda le ore passate in auto da Rescaldina per raggiungere il lavoro a Milano. In Sardegna i ritmi sono più umani, il traffico è minore, la vita pesa meno. E anche la salute del marito ringrazia: Luigi soffre di asma e qui respira meglio.
Ma ciò che più li ha convinti è l’umanità quotidiana. Le amicizie nate in porto, l’amica con cui Luisa va ai fanghi a Sardara, il modo in cui le persone si salutano, si riconoscono, si ascoltano. Qui ci si sente visti. In Lombardia era tutto un “testa bassa e lavorare”.
La coppia è attratta anche dal rispetto per le tradizioni, ancora custodite e tramandate, anche dai giovani. Un senso di appartenenza che si vede anche nella presenza dei prodotti locali sugli scaffali dei supermercati, nelle feste di paese, nella cura dell’identità.
E poi c’è il mare. Presenza costante, quasi necessaria. Luisa fa il bagno anche d’inverno e, quando può, festeggia il primo dell’anno e il giorno del suo compleanno con un tuffo. Un rito semplice, ma pieno di significato.
“Non abbiamo mai cambiato idea”, conclude compiaciuta.
Per Luisa e Luigi, la Sardegna non è stata una scelta improvvisa, ma un richiamo costante. Un luogo che li ha aspettati, anno dopo anno, fino a diventare finalmente casa.













